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Martinelli, l’Italia di Carletto Ancelotti  

Bisnonni piemontesi, sondato vanamente da Mancini, ha scoperto l’America col Brasile. L'ex allenatore del Real: "È fra i top al mondo". Fu il ct Tite a legarlo alla Selecao. Per l’Arsenal vale oltre 50 milioni
 

Massimo Franchi  Massimo Franchi

Pubblicato il 01.07.2026, 06:15

5 min

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Il salva-Ancelotti si chiama Gabriel Teodoro Martinelli Silva. Il ct emiliano del Brasile ha evitato il rischio dei supplementari contro un coriaceo Giappone inserendo nell’ultima mezz’ora l’attaccante paulista (al posto di Matheus Cunha) che l’ha ripagato con il gol vincente al 96’. «Il suo contributo è sottovalutato, diventerà uno dei migliori del mondo, non ci sono molti giocatori che gli preferirei», il commento a caldo di Carletto ad esaltare la prestazione della venticinquenne ala dell’Arsenal. Frase che rappresenta un “remake” di quanto affermato dal suo illustre collega tedesco Jürgen Klopp, all’epoca allenatore del Liverpool, la bellezza di 7 anni fa al termine di un pirotecnico 5-5 ad Anfield fra Arsenal e “Reds” in FA Cup con doppietta del brasiliano. «Martinelli è un attaccante incredibile – le parole di Klopp – secondo me un talento del genere nasce una volta ogni cento anni».

All'Arsenal a 18 anni

Gabriel approdò a Londra, sponda Arsenal, il 2 luglio 2019. Aveva compiuto 18 anni da pochi giorni essendo nato il 18 giugno 2001 a Guarulhos, circa 15 chilometri a nord-est di San Paolo dove sorge l’aeroporto internazionale “Governador André Franco Montoro”. I “Gunners” pagarono soltanto il corrispettivo di 7,1 milioni di euro per prelevarlo dall’Ituano, club paulista che grazie alle prodezze di Martinelli aveva appena ottenuto la promozione dalla Serie D alla C arrivando inoltre fino ai quarti di finale del “Paulistão”. Con l’attaccante, l’Arsenal ingaggiò nel ruolo di direttore sportivo anche Edu Gaspar, ex centrocampista dei “Gunners” dal 2001 al 2005, artefice del trasferimento. Il padre del giocatore, João Carlos, spronava sempre il figlio a fare carriera nel calcio. Lo iscrisse a 9 anni nell’accademia del Corinthians, ma dapprima lo presero nella sezione di calcio a 5. Quindicenne, fece anche due provini, entrambi falliti, con Barcellona e Manchester United. Ma non si perse d’animo, anzi. “Marcineli” (come lo chiamano in Brasile) s’inserì subito nell’Arsenal nonostante il rapido cambio di tre allenatori (da Emery ad Arteta, entrambi baschi, passando per lo svedese Ljungberg).
In 7 stagioni con la maglia biancorossa ha totalizzato 277 presenze (191 in Premier League), 62 gol, 38 assist. Nel 2020 ha conquistato l’oro olimpico a Tokyo. Nella Seleção ha segnato il suo quinto gol in 26 partite. Il contratto gli scadrà fra un anno preciso (30 giugno 2027) con opzione di ulteriori dodici mesi a favore del club londinese. Ha una valutazione nell’ordine dei 50 milioni e guadagna circa 5,6 milioni di euro netti all’anno. A questa cifra si aggiungono ricchi bonus legati alle prestazioni che possono portare il totale lordo a quasi 11,7 milioni annui di sterline. La sua agenzia di riferimento è la Roc Nation Sports (sede di San Paolo), la stessa che gestisce altri brasiliani tra cui Vinícius Júnior, Endrick, Paquetá, Douglas Santos, Luis Henrique e inoltre Diomandé, Malik Fofana, Aleksandar Stanković.

Quasi italiano...

L’idolo e ispiratore di “Small Gabi” (così lo definiscono nello spogliatoio dell’Emirates Stadium per non confonderlo con “Big Gabi”, il compagno di club Gabriel Magalhães, 28 anni) è sempre stato Cristiano Ronaldo. Avrebbe anche potuto diventare italiano per via degli antenati paterni. A suo tempo l’ex ct azzurro Mancini s’informò, ma capì che il ragazzo aveva in testa i colori verdeoro (e l’ex ct brasiliano Tite lo attrasse ulteriormente convocandolo giovanissimo per uno stage della Nazionale maggiore). I suoi bisnonni paterni erano piemontesi: arrivavano da Lauriano, sul Po, in provincia di Torino, una decina di minuti d’auto da Chivasso. Tre anni fa il suo nome e quello di suo padre comparvero in un faldone d’inchiesta della procuratrice d’Ivrea per passaporti italiani rilasciati in maniera “molto flessibile” dal Comune di Lauriano. Ma alla fine non venne iscritto nel registro degli indagati.
 

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