
Mondiali, nel G8 comanda sempre l’Europa
Alla fine, quando il cerchio si stringe e arrivano le partite decisive, a farla da padrone sono sempre le solite grandi. Delle 8 qualificate ai quarti dei Mondiali 2026, la metà è iscritta all’esclusivo “circolo delle regine”, quelle che vantano almeno una stella d’oro sulla loro maglia ad attestarne la conquista di un titolo iridato. Argentina (3 volte campione), Francia (2), Spagna e Inghilterra (1 a testa) si battono per sfoggiare una nuova “golden star” impedendo alle emergenti Norvegia, Marocco, Belgio e Svizzera di entrare nel salotto buono delle trionfatrici. In 96 anni e 22 edizioni di quella che inizialmente era chiamata Coppa Rimet (le rassegne del 1942 e ’46 non si sono disputate causa Seconda Guerra Mondiale) solo 8 Nazionali hanno alzato il trofeo. Alle quattro “superstiti” attuali vanno aggiunte le tre leader assolute nella classifica delle vittorie ovvero Brasile (5 titoli), Germania e Italia (4 a testa). Più l’Uruguay (2).
Comanda l'Europa
I verdeoro sono usciti agli ottavi, i tedeschi ai sedicesimi, la Celeste addirittura nella fase a gruppi mentre la derelitta Nazionale azzurra, come ben sappiamo, da tre edizioni consecutive non riesce più a qualificarsi per la fase finale. Gli accoppiamenti dei quarti non hanno messo di fronte tra loro le blasonate Argentina, Francia, Spagna e Inghilterra. Possibilità dunque, rivali permettendo, di ritrovarsi in semifinale chiudendo ancora una volta la porta in faccia alle neofite che cercano di rompere una tradizione super-consolidata. Tipo la tenuta “all white” dei tennisti a Wimbledon… Se così fosse (cioè titolo 2026 sempre dentro il circolo elitario delle “Super 8”) la percentuale di trionfo sarebbe né più né meno del 100 per 100. Il Mondiale allargato a 48 squadre non ha dunque sparigliato le carte. Soprattutto si conferma il dominio generale del calcio europeo che porta 6 Nazionali su 8 (75%) ai quarti e due già matematiche in semifinale ossia le vincenti di Spagna-Belgio e Inghilterra-Norvegia. Ai vicecampioni del mondo della Francia (contro il Marocco) e all’outsider Svizzera (contro i campioni uscenti dell’Argentina) il compito di centrare l’en plein del Vecchio Continente. Sarebbe clamoroso. Alla faccia delle 31 squadre in totale sommando i contingenti di Africa (10), Asia (9), Sud America (6) e Centroamerica/Caraibi (6). Un solo posto per l’Oceania. Da sottolineare che il calcio targato Uefa, partito con 16 rappresentanti, ha anche dovuto perdere per strada tre Nazionali a causa dei “derby” europei Francia-Svezia, Portogallo-Croazia e Spagna-Austria nei sedicesimi.
Non è un'Olimpiade
Se i Mondiali in corso, per la prima volta, si sono disputati in tre nazioni diverse (Stati Uniti, Messico e Canada le cui Nazionali anfitrione sono state eliminate negli ottavi), la prossima edizione della Coppa del Mondo si disputerà in tre Continenti differenti che coinvolgeranno inizialmente addirittura 6 Stati: Spagna, Portogallo, Marocco, Uruguay, Argentina e Paraguay. Nel 2030 si celebrerà infatti il centenario della grande rassegna planetaria (edizione inaugurale nel 1930 in Uruguay) dove l’Europa rispetto a quest’anno potrà contare su due rappresentanti di diritto, Spagna e Portogallo, in qualità di co-organizzatori. A tal proposito non è da escludere un ritocco del Consiglio Fifa al contingente dei vari continenti (Asia a rischio). Perché al di là di tutto e della “ecumenicità” della Coppa del Mondo, come soleva dire l’ex presidente Sepp Blatter, non si può trasformare il Mondiale in un’Olimpiade calcistica in cui, decoubertinamente, tutti devono partecipare…
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