
Da Sir Alex fino all’Africa: Queiroz resta architetto
Tra i 48 ct protagonisti della rassegna “iridata” nordamericana non ci sono soltanto Lionel Scaloni e Didier Deschamps ad aver vinto la Coppa del Mondo. Un loro collega anziano, 73 anni, ne ha conquistate addirittura due. Consecutive. Carlos Manuel Brito Leal de Queiroz, allenatore lusitano del Ghana, ha centrato due titoli mondiali Under 20 alla guida del Portogallo. Nel 1989 a Riad, in Arabia Saudita, e nel 1991 in casa, a Lisbona. Fu lui a costruire la cosiddetta “Generazione di Fenomeni” di cui facevano parte “teenager” che avrebbero brillato in alcuni dei club più famosi d’Europa: Figo, Rui Costa, Paulo Sousa, Fernando Couto, João Pinto, Abel Xavier, Jorge Costa, Peixe e compagnia cantante. Per quello si guadagnò dai media l’epiteto di “O Arquiteto”, con cui è conosciuto, piuttosto che “O Professor”, titolo universitario conseguito all’Isef di Lisbona essendosi laureato in Educazione Fisica e aver poi intrapreso la carriera di insegnante.
Da Alex Ferguson al Q-Report
Dal Portogallo Under 20 bicampione del mondo alla “Seleção das Quinas” il salto è stato fin troppo semplice, servito su un piatto d’argento. Pardon, d’oro. Tutt’altro che facile, invece, diventare per un quinquennio il braccio destro “tattico” di Alex Ferguson nel Manchester United (fu Andy Roxburgh, ex ct della Scozia, a consigliarlo all’illustre “Sir” suo connazionale il quale delegò al portoghese la pianificazione integrale delle sessioni di allenamento) e soprattutto essere ingaggiato come stratega del Real Madrid 2003 targato Zidane, Ronaldo, Figo e Beckham al posto dell’esonerato Vicente del Bosque. Così come non è impresa semplice allenare in carriera 9 Nazionali diverse: tra il Portogallo (prima esperienza) e il Ghana (ultima e attuale), Queiroz ha diretto anche Emirati Arabi Uniti, Sud Africa, Iran, Colombia, Egitto, Qatar, Oman. In precedenza quand’era a New York alla guida dei Metrostars collaborò fattivamente a varare la base del “Q-Report”, il piano strategico mirato allo sviluppo del calcio giovanile e professionale negli Stati Uniti.
"Mi sento africano"
Queiroz è arrivato sulla panchina del Ghana soltanto 72 giorni prima dell’inizio dei Mondiali. Il presidente federale Kurt Edwin Simon Okraku, ex giornalista sportivo, lo ha chiamato al posto di Otto Addo. Nella sede delle “Black Stars” ad Accra gli hanno persino attribuito il titolo onorifico di “Osabarima” che in lingua Akan significa “Re Supremo”. E Carlos, 100.000 dollari netti al mese d’ingaggio, ha esaltato il calcio africano: «Sono nato a Nampula, la seconda città del Mozambico dopo la capitale Maputo. Ho vissuto vent’anni lì, in Africa, fino alla Rivoluzione dei Garofani. Ho cominciato a giocare come portiere nel Ferroviário, mi sento anche africano». Dopo la lezione di tattica impartita al collega tedesco Tuchel dell’Inghilterra, è pronto alla sfida con la Croazia. «Spero solo che stavolta il Var non s’addormenti – ha ironizzato – . A Foxborough sono andati a prendere un caffè, il caffè dell’Inghilterra. Un altro rigore netto contro gli inglesi non è stato assegnato. Penalty chiaro e cartellino rosso per l’intervento falloso di Konsa in ritardo su Prince Adu. Ma il Var era in pausa... ». Lo stratega portoghese ha inoltre “freddato” Bellingham che aveva rivolto insulti alla panchina del Ghana: «Era nervoso, aveva commesso un brutto fallo su Opoku rischiando il cartellino giallo se non il rosso. Il mio ruolo era quello di calmarlo». Lo stesso asso del Real Madrid, sostituito, ha ammesso di aver fatto un tackle stupido e di nutrire grande rispetto per l’ex allenatore in seconda dello United.
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