Francia-Marocco: Champs Elysées, tra gioia e paura

In vista della semifinale il prefetto di Parigi mobilita 1.420 agenti: tre milioni di marocchini pronti a far festa in caso di successo

Antonio MoschellaAntonio Moschella

Pubblicato il 14.12.2022, 08:32

4 min

Unico e fiero rappresentante dell'orgoglio arabo rimasto ai Mondiali di Qatar, il sorprendente Marocco porta con sé l'entusiasmo di una cultura passionale e quello di tanti tifosi sparsi per il mondo, specialmente nei due paesi che hanno occupato il suo attuale territorio durante il colonialismo, Spagna e Francia. Sono ben tre milioni, nello specifico, gli abitanti marocchini di stanza nell'esagono transalpino, a riprova della preponderanza dell'immigrazione dal reame attualmente presieduto da Mohammed VI. Tra i principali rappresentanti di questa unione culturale vi è senza dubbio il comico Jamel Debbouze, la cui infanzia nei sobborghi parigini è stata difficile e che attualmente è uno dei personaggi più popolari della televisione francese. Avrà il cuore diviso Jamel, lui che alla vigilia della partita degli ottavi di finale contro la Spagna aveva visitato la nazionale marocchina, ma l'effetto di vedere la rappresentazione della terra dei suoi genitori in finale potrebbe essere più forte. Per quanto riguarda i calciatori, saranno solamente due i nati in terra di Francia a sfidare la squadra del paese che li ha visti entrare in vita. E uno rischia anche di non esserci. È il caso di Romain Saiss, il cui padre è marocchino, che potrebbe non recuperare dall'indisposizione fisica che lo tormenta da giorni. Nel caso di Sofian Boufal, venuto al mondo a Parigi da due genitori marocchini, si tratta invece di uno dei titolari indiscussi di Walid Regragui, che farà affidamento su di lui per sfondare sull'out mancino. L'origine di questo gruppo così solido e sorprendente, ha inoltre le sue radici in Francia, più precisamente nella località bretone di Ploufragan, dove ebbe luogo nel 2015 uno stage organizzato dal direttore dell'area tecnica Nasser Larguet, che recentemente ha anche allenato ad interim l'Olympique Marsiglia. Da quel seme piantato in un luogo solitamente così piovoso sono germogliati fiori come Achraf Hakimi, che all'epoca aveva 16 anni e mezzo. Dopo la qualificazione alle semifinali, obiettivo per la prima volta raggiunto da una squadra africana, i tantissimi supporter dei Leoni dell’Atlante hanno conquistato il viale degli Champs Elysées per festeggiare.

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Sicurezza rinforzata

Purtroppo non sono mancati arresti (36), incidenti e episodi deplorevoli come quelli delle automobili incendiate. Una casistica, quella dei veicoli che prendono fuoco, che ricorda moltissimo gli episodi di protesta che ebbero luogo durante quasi tutto il 2005 nelle banlieue a Nord di Parigi, quando le comunità locali insorsero contro le autorità in seguito al grave ferimento di un ragazzo di 19 anni, reo di aver consumato del crack. Quegli incidenti durarono mesi, e l’impatto dello scontro tra Francia e Marocco che vale una finale del Mondiale potrebbe essere potenzialmente generatore di tensioni simili. Per tale motivo il prefetto di Parigi ha deciso di rinforzare le misure di sicurezza, cominciando con il convocare sugli Champs Elysées duecento agenti di polizia in più, che si sommeranno ai 1.220 di sabato scorso dopo la vittoria col Portogallo, onde monitorare la strada più celebre e glamour di una Parigi che sta già tirando il fiato.

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