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Italia, qualificazione traguardo minimo

Brevi considerazioni sulla conferenza stampa di Ventura alla vigilia di un incontro fondamentale per la storia del calcio italiano

Paolo De PaolaPaolo De Paola

Pubblicato il 13.11.2017, 10:08

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TORINO - Brevi considerazioni sulla conferenza stampa di Ventura alla vigilia di un incontro fondamentale per la storia del calcio italiano. Il ct ha detto: «Lo scenario era chiaro dall’inizio, perché questa sorpresa?». Vero che la Spagna era favorita ma, se lo spirito di una partecipazione al Mondiale è quello di arrivare secondi già nelle qualificazioni, quale mentalità vincente si può trasmettere alla squadra? Poi, non era assolutamente preventivato sbracare in quel modo in Spagna, così come è stato mortificante pareggiare in casa contro la Macedonia. Oltremodo deludente è stata infine la sconfitta contro una modestissima Svezia schierando una squadra slegata e con una media-età superiore ai 30,5 anni! Altra riflessione del ct: «Se perderemo, si faranno delle considerazioni; se vinceremo, se ne faranno altre». No, se perderemo, caro Ventura, non possiamo nemmeno immaginare la figuraccia che si farà davanti a tutte le generazioni sotto i sessant’anni che mai hanno visto il Mondiale senza l’Italia. Figuraccia che ricorderanno per decenni e che sarà tramandata ai posteri. Eliminiamolo proprio questo pensiero dalla testa. La qualificazione a un Mondiale è il traguardo minimo che si chiede a un tecnico della Nazionale. Interessanti le parole di Buffon che dice: «Aiutiamoci con i fatti, inutile mandare messaggi a parole...». Verissimo, ora zitti e... Mosca.