
Quelli che devono chiedere scusa a Gattuso
L'ultima lezione su che cosa significhi l'attaccamento alla Nazionale, Rino Gattuso l'ha data agli azzurri prima di scendere in campo nella fatal Zenica. Raccontano che un gruppo di giocatori avesse chiesto se ci fosse un premio in palio in caso di qualificazione mondiale. "Si discuteva di una cifra intorno ai 300 mila euro - ha rivelato Repubblica - Ovviamente, da dividere per tutti e 28 i convocati. Insomma, poco più di 10 mila euro". Il ct è intervenuto a piedi uniti e ha fatto capire come una richiesta del genere non stesse né in cielo né in terra: prima qualifichiamoci e poi, eventualmente, ne parlerete con la Federazione. Come sia andata a finire, lo sapete. Casomai ne avessimo avuto ancora bisogno, l'episodio la dice lunga sulla distanza siderale fra il sentimento, la passione, l'orgoglio del selezionatore che ha dato l'anima pur di riportare l'Italia al Mondiale e lo spirito di una squadra che, anziché concentrarsi esclusivamente sulla Bosnia, pensava alle prebende. Come se evitare la terza umiliazione consecutiva non fosse un atto dovuto, ma pure da ricompensare.
Rino, non devi chiedere scusa
La verità è che Gattuso è uscito di scena da uomo vero: "Lascio con il dolore nel cuore. Non avendo raggiunto l'obiettivo prefissato, ritengo conclusa la mia esperienza con la Nazionale, che per me è stato un onore guidare. Ho deciso di farmi da parte anche per agevolare subito le future valutazioni tecniche". I 31 marzo, nella cupa notte bosniaca, ci aveva messo subito la faccia: "Volevo portare l'Italia al Mondiale. Chiedo scusa perché non ce l'ho fatta". No, Rino. L'unico che non deve chiedere scusa sei tu. Invece, sono molti quelli che devono chiedere scusa a te. A cominciare dagli imbullonati nel Palazzo del calcio. Non bastano le dimissioni di Gravina: a casa devono andare quelli che il 3 febbraio 2025 l'avevano rieletto con il 98,7 per cento dei voti. Un plebiscito tale da suscitare l'apprezzamento di Kim Jong-Un, il quale ha appena stravinto le elezioni parlamentari in Corea del Nord con il 99,93 per cento dei voti (ha votato il 99,99 per cento). Ma, a differenza del Regno Eremita di Pyongyang dove tutti i 687 seggi dell’Assemblea Suprema del Popolo sono stati assegnati ai candidati indicati dal Partito dei Lavoratori, partito unico di governo, per Gravina hanno votato compatti Serie A, Sere B, Lega Pro, Dilettanti, calciatori e arbitri. O no? In Federazione e in Lega A, se ci fosse stato qualcuno che avesse avuto la metà del coraggio e dell'amore per la Nazionale che ha Gattuso, questi non si sarebbe ritrovato solo nella traversata nel deserto di un torneo che in ogni giornata manda in campo il 68% di stranieri.
Australia e Supercoppa d'Arabia
Si sapeva da due anni: ci sarebbe potuta essere l'appendice dei playoff. Due anni. Ma i cervelloni che sfornano i calendari non hanno fatto nulla per aiutarla, la Nazionale, intasando ogni spazio al quale avrebbe avuto pieno diritto, pensando a Milan-Como in Australia e alla Supercoppa Formula 4 in Arabia, prima di Natale. Giunti al redde rationem, hanno negato il rinvio della trentesima di campionato; non hanno concesso manco lo straccio di 48 ore di stage a Coverciano e, prima dell'Irlanda del Nord, il ct ha potuto guidare un solo, vero allenamento. Di più. In questi mesi, Gattuso ha dovuto fare il giro dell'oca per incontrare azzurri e azzurrabili, dialogare con i colleghi dei club, viaggiare in Italia e all'estero, costretto a fare il commesso viaggiatore anziché l'allenatore dell'Italia. No, Rino. Tu sei l'unico che non deve chiedere scusa a nessuno, autentico Gigante in un mondo infestato da troppi piccoli uomini. Le loro ombre, quando viene sera, sembrano giganti. Il problema è che poi arriva l'alba.
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