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Il ruggito della gioventù

Marocco e Nigeria, contro Tanzania e Mozambico, puntano su Brahim Diaz e Lookman

Alessia ScuratiAlessia Scurati

Pubblicato il 02.01.2026, 13:15

5 min

Mentre finiva il 2025 c’era chi stava cambiando il calendario alla parete e chi faceva il conto col calendario… degli ottavi di Coppa d’Africa. Gli incroci si sono completati sul finire dell’anno, ora si vedrà se i protagonisti rispetteranno i pronostici. Le ultime fatiche dei gruppi E e F hanno disegnato incroci che promettono spettacolo sopratutto il giorno della Befana. Senza andare troppo in là, però, già domani si comincerà a entrare nella fase in cui i protagonisti si sfideranno per prendersi la corona del continente africano. I big della competizione finora sono stati quasi tutti all’altezza della loro fama. Ma le nuove generazioni sono pronte a ruggire, anche già da domani. Senegal-Sudan, il primo ottavo del calendario, sarà un duello tra una delle pretendenti al titolo e una delle sorprese. Quel Sudan che nonostante una situazione nel paese tutt’altro che tranquilla è riuscito a passare il turno eliminatorio senza segnare lo straccio di un gol. L’autoretedi Saul Coco ha dato ai Coccodrilli del Nilo i punti necessari per l’impresa. Contro il Senegal, però, si alza il livello.

Diaz show con il Marocco

Soprattutto perché tra i Leoni della Teranga ha cominciato a brillare il talento di Ibrahim Mbaye. Il diciannovenne del Paris Saint-Germain, uno dei pupilli di Luis Enrique, si è messo sulle spalle la squadra ogni qual volta le cose cominciavano a complicarsi. Poi, certo, ci sono anche i veterani, Mané in testa, ma il ragazzo del 2008 si è iscritto a caratteri cubitali come una delle grandi rivelazioni della competizione. A proposito di giovani: la Tunisia che se la vedrà con il Mali ha trovato un condottiero di nome… Hannibal. Mejbri fin qui è stato senza ombra di dubbio il punto di forza delle Aquile di Cartagine. Che nonostante il secondo posto nel girone, se la giocano alla grande per il passaggio del turno. A proposito di condottieri: come definire la Coppa d’Africa di Brahim Diaz? L’ex milanista ha deciso un cambio di casacca dopo essere stato a lungo ignorato dalla Spagna e con il Marocco ha trovato la dimensione ideale. Certo, bisognerà capire come trovare un equilibrio da quella parte del campo, quando sempre a destra nella formazione marocchina tornerà a girare a pieni giri un tale Achraf Hakimi - del quale finora la grande favorita del torneo ha fatto a meno. Contro la Tanzania potrebbero bastare Brahim e le rovesciate di El Kaabi.

La Nigeria fa paura

Al Camerun, invece, finora hanno fatto difetto soprattutto gli attaccanti, a partire da Mbeumo. La punta dello United sarà chiamata al riscatto contro il Sudafrica, che curiosamente è una squadra che fa tanta fatica in attacco, specie quando le difese sono schierate. Egitto-Benin è una partita nella quale si attende l’ennesimo recital di Salah, molto più in palla con la nazionale di quanto visto col Liverpool quest’anno. Il Mozambico, invece, dovrà inventarsi davvero qualcosa di grosso, perché la Nigeria fa paura: Lookman è stato il più decisivo di tutti nella fase a gruppi, Osimhen riesce sempre a strappare la sufficienze e dietro hanno una squadra top. Martedì ci saranno però due ottavi che avrebbero potuto tranquillamente essere altrettante semifinali. Algeria-Repubblica Democratica del Congo è una sfida impossibile da decifrare. Anzi: visto lo status di ‘ammazza grandi’ che si è guadagnata il Congo dopo aver fatto fuori pure la Nigeria dalle qualificazioni mondiali, suggeriamo a Mahrez e tifoseria (dai paesi vicini al Marocco arrivano tantissimi supporter agli stadi) di fare gli scongiuri. Entrambe le squadre hanno talento e giocatori esperti. Difficile capire chi prevarrà - e comunque i tifosi del Congo si sono piazzati da giorni davanti al ritiro dell’Algeria a far casino di notte, ricorda qualcosa? Stesso discorso vale per Costa d’Avorio e Burkina Faso. Per il presidente Franck Kessié e compagni si preannuncia un 6 gennaio di straordinari contro gli Stalloni burkinabé. Ma il bello del torneo è proprio questo.

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