© Marco Canoniero

Non solo Cacciamani. Abate blinda anche Njie

Il retroscena: l’allenatore ha invitato Cairo e Petrachi a non cedere lo svedese, brillante contro il Milan. «È molto importante per noi»

Marco BonettoMarco Bonetto

Pubblicato il 25.08.2026, 13:00

6 min

Abate invoca l’arrivo di «più rinforzi», si aspetta «una settimana importante» sotto il profilo delle operazioni in entrata. Lo aveva già detto a cavallo della partita di Coppa Italia, una decina di giorni fa: «Dobbiamo alzare il livello della qualità, aumentare l’indice di competitività nella squadra». Dalla partita contro la Carrarese, l’unico rinforzo consegnato ad Abate è risultato Fortini, terzino di spinta, esterno difensivo double face, nel senso che può essere schierato senza troppi problemi sia sulla corsia di sinistra sia a destra. «Sono felice del suo arrivo, ha belle doti tecniche, è giovane e ha subito mostrato di avere lo spirito giusto, visto che ha rinunciato a offerte di altre squadre pur di venire da noi. E io voglio giocatori che vedono, che considerano il Toro proprio così, il massimo per loro» (per la cronaca, l’Hull City, in Premier, offriva molto di più di ingaggio). Allora tutto è bene quel che è finito bene, per Fortini (naturalmente in prestito con diritto di riscatto, il mantra dei mercati una tantum cairoti), ma la verità è che siamo arrivati a una settimana dalla fine del mercato (la saracinesca scenderà alle 20 di martedì prossimo, un’ora prima di Torino-Monza di Coppa Italia) e la rosa granata è ancora costellata dalle lacune. 

Toro, si lavora (ancora) per Perri

Lacune in ogni reparto. Vediamo se Cairo e Petrachi riusciranno finalmente a portare a casa (in prestito con diritto? Sì, ovviamente in prestito con diritto) l’italo-brasiliano Perri, il portiere più trattato della storia, per tempistiche (da inizio luglio: e per fortuna che nel Leeds è il viceportiere, neanche il titolare...). Certo, il ds è sempre lì a cercare sconti, a far di conto spostando le monetine da una tasca all’altra per illudersi che crescano: d’altra parte il portafoglio che decide è quello di Cairo. E Cairo ripete che questo potrebbe essere il suo «ultimo anno da presidente», e allora non sia mai che voglia sorprendere tutti con effetti soprannaturali... Ma il presidente ricorderà bene, pensiamo, che nella scorsa stagione il Torino chiuse con la seconda peggior difesa del campionato, dietro al Pisa: addirittura 63 reti subite in 38 partite, e contro il Milan i granata hanno di nuovo perso l’uomo a ripetizione nelle azioni dei due gol rossoneri (non solo Coco tra i colpevoli).

Abate cerca rinforzi: "In alcuni ruoli siamo pochi"

Abate ha solo 4 centrali a disposizione per la sua difesa a 3 (a parte Biraghi, sul mercato già da gennaio...): appunto Coco, Ismajli, il neogranata Comuzzo (fin qui più che positivo) e l’ancora incerto Cömert (squalificato contro il Diavolo). Servono rinforzi in difesa: meglio se saranno due, non solo uno (di piede mancino, potendo). «La società ha dato la linea guida del mercato, ma io so anche cosa ci siamo detti. Sicuramente uscirà qualcuno nei prossimi giorni, ma cosa dovevo dire al presidente e al direttore io l’ho detto. E l’ho detto pensando solo al bene comune, al bene del Toro, senza interessi personali», sottolineava Abate nella notte post Milan. Ammettendo: «Sì, in alcuni ruoli siamo pochi. E poi dobbiamo alzare il livello, la qualità»: tra centrocampo e l’attacco, passando per la trequarti. E serve almeno un altro rinforzo di livello per le corsie. E, questo, ammesso che non partano i giocatori migliori: i granata più esperti (e/o capaci di buttarla dentro spesso e volentieri come Adams, tanto più con la variabile Zapata abbonato all’infermeria), nonché i giovani di maggior talento (non solo Cacciamani).

Toro, Njie e Cacciamani blindati

Adams ha subito segnato. E quanto Simeone abbia bisogno di una spalla, per incidere, lo aveva già compreso bene (sulla sua pelle) Baroni. E lo aveva subito certificato D’Aversa. Non ci stupiremmo se in futuro Abate cambiasse (3-4-1-2), inserendo una punta vera al posto di Casadei, spesso un equivoco tattico sulla trequarti. E brillante è risultato Njie, quando è entrato col Milan. Un quasi gol (serpentina e palo), un assist d’oro per Aboukhlal (sprecato), una serie di azioni che hanno fatto male al Diavolo. «Njie ha grandi qualità e ampi margini di miglioramento. Deve acquistare maggiore continuità nei 90 minuti, essere più consapevole dei propri mezzi: È un giocatore molto importante per noi». Abate l’ha anche già detto a Cairo e Petrachi, invitandoli a non cedere il giovane talento svedese: un po’ come Cacciamani. E poi in pubblico ha commentato, quando gli han chiesto se non abbia paura che gli vendano Njie e Adams: «Io posso spaventarmi solo per le cose su cui posso incidere. Sul resto no, perderei energie. La situazione è chiara. E io non penso che il presidente e il direttore vogliano indebolire la squadra. Anzi, quando parlo con loro mi trasmettono energia, voglia di fare, voglia di alzare il livello per migliorare la forza della squadra». Resta da capire quanto e a che prezzo, da qui a martedì prossimo.  

Sblocca la news esclusiva

Scegli il piano e clicca su abbonati per sbloccate tutte le news Plus+ contrassegnate in verde.
Goditi Tuttosport.com senza limiti con l'abbonamento Plus+
  • Annuale

    Abbonamento Plus+

    € 49,90all'anno
    Abbonati ora
  • Sito illimitato
  • Rinnovo automatico
  • Scopri tutte le offerte