Valenti: "Il futuro del Pama è in Europa"

Il tecnico della squadra gialloblù femminile già vice nelle nazionali U19 e U20 maschili: "La crisi del calcio è a un livello sistemico"

Silvia CampanellaSilvia Campanella

Pubblicato il 01.08.2026, 06:15

5 min

C’è voglia di sorprendere. Ma soprattutto c’è un progetto che ha messo davvero al centro il calcio femminile. Dalla prima squadra all’Under 9 in un perfetto bilanciamento tra ambizione e crescita, tra sogni europei e attività di base di qualità. Lo scorso anno il Parma, vestita da neo promossa, ha centrato la salvezza in Serie A Women e rivelato a tratti un’identità di gioco che ha colpito. Quest’anno, ancora affidata al tecnico Giovanni Valenti, vuole innanzitutto che quella qualità in campo esploda e trovi continuità. Primo passo nel lungo cammino tracciato dal presidente Krause. Mister Valenti, partiamo dalla sua conferma sulla panchina gialloblù. “Non ho mai pensato che la conferma fosse scontata. Per questo sono molto grato intanto a chi mi ha portato qui un anno fa così come a chi mi ha rinnovato la fiducia: ero stato a Parma già nel settore giovanile maschile, poi negli ultimi anni mi sono spostato spesso quindi avevo voglia di un progetto che mi offrisse la continuità per incidere e spingere questa squadra in alto”. Anche perché l’attenzione sul femminile è altissima, a partire da quella del presidente Krause. Le genera più stimoli o responsabilità? “Entrambe. Questa ‘condizione’ è un privilegio nel lavoro quotidiano, ma naturalmente accresce il peso delle responsabilità. Un piacere per me, non mi inibisce o schiaccia, mi aiuta ad avere ancora più energia”. Beh, meglio così visti gli obiettivi del club… “Partiamo con l’obiettivo di fare più punti dello scorso anno e migliorare un gioco che in alcuni momenti ha raggiunto buoni livelli. Vorremmo essere la sorpresa di questa stagione, ma sul medio termine gli obiettivi del club hanno a che fare con l’Europa”.

"Il vero plus è stare insieme"

Che tipo di rosa state costruendo? “Con il nuovo Head of Women’s Football Zwingauer, che ho conosciuto per il tramite del Ceo Cherubini, stiamo dando vita a un gruppo rinnovato e giovane, con tante ragazze straniere protagoniste nelle rispettive Nazionali Under 23, alle quali abbiamo affiancato alcuni profili di esperienza. Un nuovo capitolo, per il quale dobbiamo essere grati a quel gruppo di ragazze che ha contributo due anni fa alla promozione in A”. Il tutto, con il centro sportivo di Noceto che è diventato a uso esclusivo gialloblù. “Già nell’ultimo anno abbiamo lavorato in condizioni molto buone rispetto al contesto generale, questo accordo di lunga durata con il Comune permetterà di migliorare strutture e facilities di cui godiamo. Ma il vero plus è l’opportunità di essere tutti insieme: noi ci alleniamo al mattino e al pomeriggio io posso osservare il lavoro di tutto il vivaio, dall’Under 9 e arriva alla Primavera. Un progetto che può diventare prezioso serbatoio anche per la Nazionale del ct Andrea Soncin, che seguiamo da vicino e sosteniamo in questo anno così importante”. Si aspetta una Serie A Women ancora più competitiva dell’ultima? “Assolutamente sì: intanto è salita una squadra, il Como 1907, che sta facendo investimenti importantissimi e potrà fare bene sin da subito. In generale, credo che il nostro campionato stia diventando sempre più attraente e questo rende tutta la concorrenza di primissimo livello. Una bella sfida”.

"Curioso di vedere la 'sua' Juve"

Tra le novità, la incuriosisce più il binomio Gianpiero Piovani-Roma, Matteo Sassarini-Inter o David Aznar Guerrero-Juve? “Sono tre amici e tre grandi allenatori alla guida di realtà fortissime. A livello di curiosità dico Guerrero: lui è veramente un caro amico, ci conosciamo dai tempi in cui era al Barcellona e io in bianconero. Sono curioso di vedere la ‘sua’ Juve”. Nel suo curriculum spicca anche l’esperienza nel Club Italia, vice nelle selezioni Under 19 e 20, quindi di questi tempi la domanda è d’obbligo: da dove deve ripartire il calcio italiano? “In azzurro ho incontrato giocatori fortissimi che infatti hanno raggiunto i massimi livelli: penso a Riccardo Calafiori, Destiny Udogie, Matteo Ruggeri, Giacomo Raspadori e Nicolò Fagioli. La qualità per far bene con la Nazionale c’è e la competitività delle selezioni giovanili lo dimostra. Non ho la presunzione di avere la soluzione, ma credo che a livello sistemico ci siano alcuni aspetti che vadano migliorati, forti di una storia e un’identità precise e consapevoli della necessità di restare al passo con i tempi di un movimento in continua evoluzione”.

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