© Inter via Getty Images

Cambiaghi: "Il mio giorno speciale"

L’esordio dell’Italia a Monza contro il Galles: "Giochiamo nello stadio che sognavo da bambina. Ai tifosi prometto: con noi vi divertirete"

Silvia Campanella Silvia Campanella

Pubblicato il 21.02.2025, 07:55

5 min

È un attimo. L’immagine di quegli occhioni azzurri incollati al finestrino, manine sotto il mento, incantati di fronte a quello stadio. Tutti i giorni, dalla macchina di mamma e papà. Un sogno costruito prima nella mente e poi sul campo. Un sogno che oggi, per l’attaccante azzurra Michela Cambiaghi, diventa realtà. La prima della Nazionale all’U-Power Stadium, che sfida il Galles in Nations League, corrisponde alla sua prima al Brianteo. Perché lei lo chiama, innamorata, ancora così. Michela Cambiaghi, la sfida di Monza per lei ha un sapore speciale. In questa città è iniziato tutto… “Quando ho saputo che avremmo giocato al Brianteo è stata un’emozione molto forte: da piccola passavo lì davanti ogni giorno e guardandolo pensavo sempre speranzosa “Chissà se un giorno ci giocherò”. In questa città, poi, ho iniziato la mia carriera, nelle giovanili del Fiammamonza, era il 2010, e ricordo che avevo anche partecipato a una cena di Natale in una sala dello stadio, ma senza mai scendere in campo!”.

"A Monza un piccolo passo nella storia"

Che Italia dobbiamo aspettarci?

“Innanzitutto un’Italia che tiene molto a questa competizione: ci aspettano due gare da non sottovalutare, nelle quali proveremo a imporre il nostro gioco come siamo riuscite a fare, con successo, nelle ultime uscite. Il Galles, in particolare, è una squadra forte fisicamente e aggressiva, con buone individualità”.

Nel suo reparto la concorrenza è alta e immagino stimolante. Domanda doppia: le piace più giocare esterna o al centro di un attacco a tre? E quali sono le due compagne che, per caratteristiche, sono più complementari alle sue?

“Mi piace di più fare la punta, ma non quella “classica” che viene solo a legare il gioco, perché amo molto attaccare la profondità. Per questo, in realtà, mi trovo bene anche come esterno e sono contenta che il ct mi abbia già impiegata in entrambi i ruoli. Nel ruolo di esterna mi trovo bene se a fianco ho Girelli, pensandomi centrale credo che le mie caratteristiche siano complementari a Bonfantini, Cantore e Giacinti”.

Spesso si è detto che lei è uno dei volti più rappresentativi di questo nuovo corso iniziato da Soncin, che le ha regalato la prima convocazione e poi l’esordio: percepisce un po’ di responsabilità in questo senso?

“È vero, ho giocato molto e sono contenta. Ma non sento questo come un peso o una responsabilità troppo grossa, semplicemente perché non ho mai la certezza di giocare. Quindi la vivo ogni volta come un’opportunità per lasciare un segno”.

Qual è la qualità del ct Soncin che fino a ora ha inciso di più sulla sua crescita?

“La sua chiarezza, non c’è mai confusione in quello che dice. Sa quello che vuole, è molto determinato e riesce ad avere massima tranquillità ogni volta che spiega un movimento, un concetto”.

Con che spirito vive l’opportunità di essere una delle azzurre a Euro 2025? 

“Rimanendo concentrata solo sul presente. Proiettarsi troppo in avanti è rischioso, non ci sono certezze e sono tante le cose che possono succedere. Voglio pensare solo all’oggi, a stare bene fisicamente e mentalmente per farmi trovare prontissima se e quando quel momento arriverà”.

Che emozione è stata vedere la sua figurina sull’album delle Calciatrici Panini? Si è già “trovata”?

“No, non mi sono ancora trovata! Ma alcuni tifosi su Instagram mi hanno taggata in stories con la mia figurina e questo mi ha fatto molto piacere. Essere fermata da bambine e ragazze per un autografo sul loro album è un’emozione inimmaginabile solo poco tempo fa, tocchi con mano l’interesse che sta crescendo. Le atlete della mia generazione non avevano punti di riferimento a cui ambire, noi oggi possiamo esserlo per le più giovani è questo è una gioia, oltre che un grande orgoglio”.

A questo punto chi meglio di lei può lanciare l’ultimo appello per riempire il Brianteo… ops... l’U-Power Stadium.

“Per la prima volta la Nazionale femminile scende in campo a Monza, quindi sarà un piccolo passo nella storia e farne parte sarà bellissimo: per noi il supporto di quante più persone è molto prezioso e sono certa che chi non ci ha mai viste così da vicino possa divertirsi e appassionarsi al nostro mondo”. 

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