
Berta architetto del Super Arsenal: Arteta ringrazia
Il direttore sportivo italiano (ex Atletico Madrid) ha costruito una rosa con 24 titolari intercambiabili
L’Arsenal si rituffa in quella Champions che, nella prima parte della stagione, l’ha vista interpretare il ruolo di protagonista assoluta, con qualche rimpianto di troppo legato ai due pareggi consecutivi in Premier League contro Liverpool e Nottingham Forest, che non le hanno permesso di approfittare dei passi falsi di un Manchester City improvvisamente inceppatosi. Due occasioni perse per chiudere virtualmente il discorso Premier e per spingere via a -9 la squadra di Guardiola, unica vera avversaria credibile in ottica titolo, senza nulla togliere all’ottimo Aston Villa di Emery. Nessun dramma, ci mancherebbe. I Gunners continuano a essere una delle squadre più in salute d’Europa, con un vantaggio rispetto a quasi tutte le altre big: una rosa composta da 24 calciatori dalle caratteristiche diverse ma dal livello sostanzialmente omogeneo. Un roster che, in questa stagione, ha permesso ad Arteta di mischiare spesso le carte e di far fronte anche ad assenze pesantissime senza che il rendimento della squadra subisse cali significativi. Rispetto alla passata stagione, l’Arsenal è una squadra più consapevole della propria forza e che dispone di un ventaglio più ampio di soluzioni, da modulare anche in base alle caratteristiche dell’avversario.
Berta, l'archistar dei Gunners
Il tutto grazie a una campagna acquisti – la prima pensata ed eseguita dal ds Andrea Berta – che ha alzato il livello in ogni reparto. Dalla difesa, dove gli arrivi di Mosquera e Hincapié hanno consentito di sopperire senza troppi affanni alle assenze per infortunio di Gabriel e Saliba, passando per il centrocampo, reparto in cui spicca un nome su tutti: Martín Zubimendi. Al centrocampista spagnolo sono state affidate le chiavi della manovra, e il suo innesto si è rivelato fondamentale anche sotto un altro punto di vista: ha permesso di affrancare Declan Rice dai compiti di recupero e di prima impostazione, consentendogli di diventare un’arma ancora più letale in zona offensiva. Tanti anche i colpi in attacco: anche in questo caso il lavoro di Berta è stato determinante per regalare ad Arteta giocatori del calibro di Madueke, Eze e soprattutto Gyökeres, quel centravanti dal gol nel sangue che tanto era mancato all’Arsenal. Gyökeres era stato presentato al mondo Arsenal come la risposta ad Haaland. Costato 75 milioni, per il momento il suo scarno bottino – 8 reti in tutte le competizioni – rappresenta l’unico vero problema capace di togliere il sonno ad Arteta.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19 Prezzo standardRisparmi il 53%€ 9,00al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29 Prezzo standardRisparmi il 34%€ 19,00al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,00al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sui temi che più ti interessano e utilizzare al meglio i servizi di Tuttosport. Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto per vivere al meglio il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
