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Messi, l’ultimo ballo nella sua Argentina

Domani notte l’esibizione conclusiva in patria con la Selección: si congeda contro il Venezuela. "Voglio tutti quelli che amo con me". Il ct Scaloni: "Godiamocelo". Paredes: "Non è vero, non ci credo"

Roberto ColomboRoberto Colombo

Pubblicato il 04.09.2025, 06:00

4 min

Che cosa c’è? C’è che ci siamo innamorati (calcisticamente) di te. Ci perdonerà il Maestro Gino Paoli per la citazione, ma nulla rende meglio il sentimento con cui il football, mica solo argentino, omaggia Lionel Messi, il Goat, il migliore in attività. A 38 anni, domani notte, Lio riceverà l’ovazione del Mâs Monumental, quello dell’Argentina e quello del mondo intero per la prima “Last Dance”. Contro la Venezuela, infatti, nella sfida delle qualificazioni al Mondiale del prossimo anno in Nord e Meso America (Canada, Stati Uniti e Messico), El Diez vestirà per l’ultima volta la maglia della Selección in Patria, 20 anni (e chili di trofei) dopo il debutto di fronte alla sua gente, 9 settembre 2005, 2-0 al Perù. Vent’anni sono 7.304 giorni. Vent’anni per Lionel e l’Albiceleste sono 193 partite, 71 nei gironi di qualificazione. Vent’anni sono un Mondiale vinto, 2 Copa América, una Finalissima con epico baile all’Italia sotto gli archi di Wembley Stadium. Un viaggio bellissimo, che sta finendo. Vent’anni passano in un batter d’occhio. Vent’anni ci trasformano. Radicalmente. E in 20 anni cambia il mondo: 3 papi, 5 Mondiali, mille governi. In 20 anni Lionel Messi ha cambiato il fútbol, in Patria, nel LatinoAmérica, nel resto del Pianeta Terra. Domani notte lo aspetta l’ennesimo record: eguaglierà l’ecuadoriano Iván Hurtado come giocatore più presente nelle qualificazioni sudamericane (72, ora Messi è a 71). Quella che tutti vorremmo fosse una Storia Infinita sta avvicinandosi ai titoli di coda.

"Godiamocelo senza pensare a cosa succederà"

Lio lo sa: "Contro la Venezuela, sarà una partita molto speciale perché sarà la mia ultima nelle qualificazioni in Argentina. Sarà speciale, ed è per questo che mia moglie, i miei figli, i miei genitori, i miei fratelli e chiunque potrà sarà con me". Lo sapevamo che anche le cose più belle non sono eterne. Razionalmente lo avevano metabolizzato anche i suoi compagni di Selección. Razionalmente. Poi c’è il cuore, che non dipende dal cervello. Paredes abbozza: "Non sono preparato a questa notizia. Sono contrario, non ci credo, non ci penso". El Diablito Echeverri fa eco: "Spero di poter continuare a giocare molte altre partite con il capitano". Tutti gli chiedono di restare. Chi non vorrebbe ancora vederlo affrescare calcio? IL ct Scaloni filosofeggia: "Godiamocelo, non pensiamo a quando se ne sarà andato o a come sarà l’annuncio. Dobbiamo godercelo ora e non pensare a cosa succederà". L’’icona rock nazionale per eccellenza in Argentina è El Indio Solari: è come Vasco Rossi qui da noi. Nel 2016, alla vigilia di uno show davanti a 180 mila persone e dopo la diagnosi di grave malattia, gli chiesero: «E se domani fosse l’ultimo concerto?”. Rispose: «Festeggiamo». Ecco, domani il calcio festeggia il Goat.  

Mas Monumental, domani ore 1.30 

ARGENTINA (4-3-3) Dibu Martínez; Molina, Romero, Otamendi, Tagliafico; De Paul, Paredes, Mac Allister; Thiago Almada, Messi, Julián Álvarez. Ct Lionel Scaloni 
VENEZUELA (4-2-3-1) Romo; Aramburu, Ferraresi, Ángel, Navarro; Casseres, J. Martínez; D. Martínez, Herrera, Soteldo; Rondón. Ct Fernando Batista 
ARBITRO Maza (Cile)

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