
Chiedi chi era Baresi: ti risponderà anche Fondazione Milan
In questi giorni, in queste ore di straordinaria partecipazione popolare al lutto per la sua scomparsa, c'è un aspetto della vita di Franco Baresi che deve illuminare il cono d'ombra in cui è stato racchiuso negli ultimi quindici anni della sua vita. Anche per la profonda umiltà della Persona, notoriamente refrattaria alle luci della ribalta, preferendo essere anziché apparire. Dal 2011 e sino a quando la lotta contro la malattia non gliel'ha impedito, il Capitano ha lavorato per Fondazione MIlan, nata nel 2003 allo scopo di promuovere la solidarietà sociale, l'educazione e l'inclusione attraverso lo sport. Un impegno continuo, un viaggio nel mondo in aiuto di chi ha bisogno, di chi ha sofferto, di chi ha guardato a Baresi come un modello di uomo e di campione. Un itinerario seguito dal vicepresidente del Milan anche quando ha scoperto "la cosa più difficile della malattia: accettare che tutto cambi in un istante. Essere un atleta mi ha aiutato a lottare. L'ho fatto, in fondo, per tutta la vita: io ho sempre lottato, in campo e fuori". Così parlò nel febbraio scorso, prima di fare il tedoforo di Milano Cortina entrando a San Siro assieme a Beppe Bergomi. E allora, preparandoci all'ultimo saluto, martedì in Sant'Ambrogio, onorare Franco Baresi significa anche raccontare alcuni degli impegni più significativi da lui sostenuti con Fondazione Milan.
Da Nairobi ad Amatrice: la solidarietà senza confini
A Nairobi, la costruzione di una nuova casa per 24 bambini orfani, il pagamento delle le spese sanitarie per tutti gli orfani del programma e il lancio del primo campionato africano di calcio degli slums, i quartieri più poveri della capitale keniana. A Beirut, la visita a un campo profughi ("Giocare a pallone là, con i bambini, è stata una delle emozioni più forti della mia vita"). A Milano, la visita al carcere di San Vittore, dove, insieme con alcuni detenuti, Baresi ha raccolto i generi alimentari acquistati con la loro spesa settimanale, destinandoli al Banco Alimentare. Ad Amatrice, l'inaugurazione del rinato stadio "Paride Tilesi", perché "riattivare luoghi di aggregazione è fondamentale per una comunità. È da questi luoghi che bisogna ripartire e per noi è stato un onore partecipare a questo progetto insieme ad altri soggetti per sostenere in modo concreto le zone colpite dal sisma. Ci siamo sentiti tutti coinvolti da ciò che è successo nel Centro Italia e la risposta del mondo dello sport è stata immediata, perché lo sport è capace di unire“. A Milano, scuola Alda Merini, ha posato la prima pietra del nuovo campo multisport. A Boston, durante la tournée estiva del Milan, l'incontro con un gruppo giovani disabili nell'Harvard Stadium. A Milano, con Daniele Massaro, ha raccolto e distribuito alimenti per le persone più fragili toccate dalla crisi economica causata dal Covid. Di nuovo Milano, ma anche New York, Rio de Janeiro, Nairobi, Calcutta, Melbourne: le tappe coperte da Ambassador di "From Milan to the World", per la realizzazione di sei progetti per i giovani.
L'eredità per le nuove generazioni
Senza sosta gli incontri da remoto con gli studenti: di Siracusa, Reggio Calabria, Napoli e altre città italiane: “Quand'ero bambino, non pensavo di diventare quello che poi sono diventato. Non accontentatevi mai, siate ambiziosi nella vita. Da tutte le situazioni e dalle persone che incontrate nel vostro percorso potete sempre imparare qualcosa. Ognuno di noi ha dentro di sé una passione: siete voi che dovete cercare di realizzarla ponendovi obiettivi precisi. L’importante è riuscire a farlo restando sé stessi, senza cercare scorciatoie. In un mondo come quello di oggi che cerca continuamente di cambiarci, restare se stessi è già un successo". Ancora: a Milano, la presenza a Playmore, dove Fondazione Milan ha portato avanti il progetto "Sport for All", dal 2017, dedicato ai bambini con disabilità affinché possano fare attività sportiva; l'inaugurazione del campo sportivo dell’Oratorio della chiesa "Madonna dei Poveri" nel quartiere Baggio: “Sono felice di rappresentare la famiglia rossonera in questa occasione, esempio virtuoso di collaborazione di tre realtà che condividono uno stesso scopo, quello di donare nuovi luoghi di socialità e di sport alla città e ai suoi giovani. Quello su cui ci troviamo è il sesto spazio riqualificato da Fondazione Milan a Milano attraverso il progetto ‘Assist – Mission Playground’, a testimonianza di un impegno continuo verso le comunità locali”. Quando i ragazzi e le ragazze delle generazioni Z, Alpha e Beta che non l'hanno visto giocare vi chiederanno chi era Franco Baresi, raccontate loro anche questo.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19 Prezzo standardRisparmi il 53%€ 9,00al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29 Prezzo standardRisparmi il 34%€ 19,00al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,00al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sui temi che più ti interessano e utilizzare al meglio i servizi di Tuttosport. Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto per vivere al meglio il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
