© AGENZIA ALDO LIVERANI SAS

Ciabattini: “Gli utili dell’Atalanta un esempio per tutti”

Esperto di sport business, è autore di un libro fondamentale: “Vincere con il fair play finanziario”. Ci racconta della sostenibilità dei club, non solo italiani, appesantiti da tanti debiti

Francesco Caremani Francesco Caremani 

Pubblicato il 16.05.2025, 06:30

5 min

“Lezioni americane” di Italo Calvino è un’indagine sulle qualità che rendono una storia potente e duratura, per definire un’idea di letteratura che possa affrontare le sfide del futuro. Noi, molto più prosaicamente, vogliamo capire quali sfide deve affrontare il calcio, soprattutto italiano, e come può sostenerle. 

C’è un calcio pre e un calcio post fair play finanziario, che l’Uefa ha pensato nel 2009 e introdotto nel 2011, il quale mira a garantire la sostenibilità economica dei club europei, con l’obiettivo di impedire che le società spendano più di quanto guadagnano. Paolo Ciabattini, esperto di sport business, ha scritto un libro che ha fatto scuola: “Vincere con il fair play finanziario”. 

Quali sono i macro parametri del nuovo fair play finanziario? 

«Introdotto nel 2022, oltre ai due capisaldi precedenti, nessun debito scaduto e 60 milioni di perdita nel triennio (prima erano 30), dal 2025-26 prevede anche il rispetto della football squad cost rule, ovvero che i costi, tra ammortamenti, commissioni agli agenti e stipendi, non superino il 70% del fatturato globale». 

Qual è la squadra italiana che attualmente è messa peggio da questo punto di vista? 

«Un passo indietro. Nel 2022 il Club Financial Control Body dell’Uefa, per il periodo 2019-22, ha aperto procedure nei confronti di 8 club europei, 4 dei quali italiani. In ordine di gravità: Roma, Inter, Juventus e Milan. Questi hanno siglato dei settlement agreement per rientrare nei parametri dell’Ffp. Giallorossi e nerazzurri entro il 2026, bianconeri e rossoneri nel 2025. Il club messo peggio è la Juventus che nell’esercizio 2024 conta 199 milioni di perdita, la più alta d’Europa. Anche il bilancio 2025 si chiuderà con una perdita importante che si potrebbe aggirare intorno ai 70-80 milioni. Credo che firmerà un nuovo settlement per il prossimo triennio». 

E quella che è messa meglio? 

«L’Atalanta nel 2025 raggiungerà l’utile di bilancio per il nono anno di fila, grazie agli 80 milioni di plusvalenze, metà delle quali dovute alla cessione di Koopmeiners. L’Inter chiuderà il 2025 in utile, il primo dal 2014, con 500 milioni di euro di fatturato, mentre il Napoli, attualmente con una perdita stimata che si aggira sui 50 milioni, potrebbe pareggiare grazie alla cessione di Osimhen, dopo avere chiuso il 2024 con l’utile di 63 milioni e il 2023 con l’utile record di 80. Il Milan viene da due utili consecutivi e nel 2025 chiuderà presumibilmente con una lieve perdita cosi come la Lazio. Utile per la Fiorentina e il Bologna». 

Qual è lo stato di salute dei top club europei? 

«Il Chelsea, la cui rosa costa al prezzo originario dei cartellini un miliardo e 700 milioni di euro, è quella messa peggio. Quelli del City un miliardo e trecento, il Psg 900 e la Juventus 700. Oltre al Chelsea, l’Aston Villa rischia se non si qualificherà alla Champions League. C’è anche il Barcellona che ha toccato i 481 milioni di perdita nel 2021, ma ha cambiato trend grazie alla vendita di una parte dei diritti televisivi dei prossimi anni e alla cantera». 

L’impressione generale è che il fair play finanziario abbia cristallizzato le ricchezze e quindi fermato l’ascensore sportivo delle coppe europee: è così? 

«Concordo, anche se l’ obiettivo originario era il riequilibrio economico e finanziario del calcio europeo, non renderlo maggiormente competitivo». 

I tifosi sono convinti che abbiano pagato solo i piccoli club mentre i grandi abbiano aggirato le regole: è corretto? 

«Dal 2013, per esempio, Inter e Roma hanno avuto più volte il mercato bloccato. Mentre Manchester City e Psg, che hanno cambiato proprietà quasi in concomitanza con l’entrata in vigore del Ffp, hanno ‘giocato’ molto sui ricavi da parti correlate. L’impressione è che all’inizio gli siano state fatte molte concessioni, ma adesso vanno avanti con le proprie gambe». 

Come si vince con il fair play finanziario e quali sono le figure più importanti in un club da questo punto di vista? 

«Una proprietà capace di scegliere le persone giuste, un mix tra uomini di campo e manager, con competenza, capacità e cuore. Se dovessi scegliere un nome ne farei due: Marotta e Sartori, con quest’ultimo ds puro e il primo dirigente di ampie vedute».

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19 Prezzo standardRisparmi il 53%

    9,00al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29 Prezzo standardRisparmi il 34%

    19,00al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,00al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario