
Troppa violenza nel calcio giovanile: SOS da Sestri Levante
L’accorata denuncia del dirigente della società ASD Rivasamba: ‘Da Nord a Sud, da Est a Ovest, la situazione continua a peggiorare. Bisogna avere il coraggio di usare la linea dura’
Aggressioni ad arbitri giovanissimi, risse fra genitori in tribuna, insulti agli allenatori che non schierano titolari i figli degli stessi genitori, dirigenti che scendono in campo e prendono a pugni i direttori di gara: il campionario di obbrobri comportamentali diventa sempre più vasto. E questa lettera che arriva dalle fondamenta stesse del calcio, drammaticamente lo conferma.
Qualcuno dovrà pur iniziare, questa società ha perso il senso civico in ogni cosa, anche nelle più piccol, come raccogliere una bottiglietta caduta a terra e buttarla nella spazzatura, ma la cosa più inquietante è che abbiamo perso i veri valori della vita e soprattutto abbiamo smesso di insegnarli. Così come nella vita, anche nello sport è necessario insegnare i valori sportivi, dovremmo consegnare il decalogo ad ogni sportivo e non solo, ma, oggi più di ieri, abbiamo bisogno di fermarci e ricominciare da capo. Lo sport è bellissimo in ogni sua sfumatura, ma il calcio, a qualsiasi livello, sta vivendo un momento drammatico a causa della violenza inaudita che viene sfogata nei confronti dei direttori di gara, tra spettatori e tra giocatori.
Dobbiamo avere il coraggio, come successo recentemente in Turchia, di fermare i campionati a tempo indeterminato al primo episodio di violenza, ma non dobbiamo aspettare che succeda in Serie A, perché nei campionati minori e soprattutto in quelli giovanili succede veramente di tutto ogni settimana, da Nord a Sud, da Est a Ovest senza che apparentemente si sia davvero fatto qualcosa per dissuadere determinati soggetti dal compiere determinate azioni. Sta a noi dare un segnale forte e dire basta ad ogni tipo di violenza nel calcio, quando accadrà nuovamente un episodio di violenza, noi tutti dovremo essere capaci di fermare tutto e smettere di giocare. Federazione Italiana Giuoco Calcio e Associazione Italiana Arbitri dovranno aiutarci ad affrontare il problema e dare punizioni esemplari a coloro che commettono atti di violenza dentro e fuori dal campo. Se un giocatore o un tifoso è violento non ha diritto di metter piede in un campo sportivo di nessun tipo.
Quando leggiamo i comunicati per vedere le sanzioni emanate da parte dei giudici sportivi della Lega in base ai referti di gara, molto spesso si leggono lunghe pagine di sentenze che condannano giocatori e dirigenti, nonché il pubblico, per atti di violenza nei confronti di arbitri e/o giocatori, ma tuttavia si legge che le pene non corrispondono ai gravi fatti citati. Allora dobbiamo ammettere che è il “sistema calcio” ade essere totalmente sbagliato: in qualsiasi situazione dove sono presenti atti di violenza vanno emessi i Daspo a vita. Ognuno di noi ha il compito di svolgere il proprio ruolo educando (genitori sono educatori, allenatori sono educatori, tutti sono educatori) per quanto di competenza i più giovani al rispetto dei valori della vita ed ai valori sportivi. Rispetto dei ruoli. Non smetterò mai di provare a far capire, a chi come me segue le partite dalla tribuna, che ciò che sta facendo è sbagliato, perché se insulta l’arbitro, io sarò autorizzato ad insultare suo figlio, se insulta un tifoso, io sarò autorizzato ad insultare lui dandogli del maleducato e così via. Noi, tutti insieme, dobbiamo provarci continuando a educare chiunque faccia fatica a capire qual è il vero spirito sportivo, e non è una lotta impari, noi siamo più di loro. Non possiamo permettere che poche persone rovinino uno sport così bello ma a questo punto tanto maledetto. Ricordate che un giocatore può sbagliare un gol a porta vuota ed un arbitro può sbagliare una decisione arbitrale.
Poniamoci qualche domanda: Noi, amanti del calcio, poniamoci anche questa domanda, perché durante eventi sportivi di qualsiasi altro genere non accadono episodi sgradevoli, inqualificabili e deprecabili come quelli che accadono quotidianamente nei campi da calcio? In qualsiasi altro sport vengono prima i valori sportivi e educativi, il tifo sportivo e leale sono posti in primo piano, perché nel calcio no? Quale problema hanno gli adulti quando i ragazzi giocano e si divertono, perché urlano, sbraitano, insultano, offendono, picchiano?
Non dovrebbero essere loro a dare l’esempio, insegnare l’educazione, il rispetto ed i valori della vita ai loro figli?
Cristiano Magri
Responsabile Comunicazione
ASD Rivasamba, Sestri Levante (Genova)
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