
Premio Liedholm, dopo Pioli tocca a Shevchenko
Proprio 100 anni fa nasceva Nils: l’annuncio del nuovo vincitore
Chissà che voto avrebbe dato Nils Liedholm ad Andryi Shevchenko. Magari un 7 e mezzo, come quello assegnato a Pruzzo, a Falcao e Prohaska in quel Napoli - Roma. 1-3, giocato il 10 ottobre 1982, un bel regalo di compleanno per il ‘Barone’. Perché a Cuccaro, nella mostra temporanea ‘Liedholm 100’, nella sede dell’associazione, ci sono anche due notes, formato protocollo, con gli appunti dell’allenatore, lo schema e le pagelle, solo per i suoi uomini, in un’epoca in cui erano rare. Pezzi unici, che consegnano un altro fotogramma di una storia, sportiva e umana, straordinaria, a cui ogni anno si aggiunge un erede. Sheva succede a Stefano Pioli, e l’annuncio arriva nel giorno in cui Liddas avrebbe compiuto 100 anni. "Ho ricevuto una quantità di affetto che mi ha commosso. Una delle telefonate più belle? Me l’ha fatta Massimo Maestrelli, il figlio di Tommaso, nato il 7 ottobre 1922, un giorno prima di papà. La rivalità tra Roma e Lazio non ha uguali in Italia, eppure papà e Tommaso - racconta Carlo Liedholm - sono state due persone tanto vicine, per quel modo di vivere il calcio in cui non conta chi vince o chi perde, ma la differenza la fa sempre il modo in cui si vive la vittoria e la sconfitta".
Premio Liedholm a Shevchenko
Che è, poi, la filosofia di un premio nato nel 2011, primo vincitore Carlo Ancelotti, in cui non sono i risultati a determinare la scelta, ma i valori, l’etica, il rispetto. "Ricordo Shevchenko, nel 2018 ct dell’’Ucraina, a rendere omaggio, con un mazzo di fiori, alle vittime del Ponte Morandi e quelle sue parole, 'l’Italia è la mia seconda casa'. Una sensibilità rara, anche papà sarebbe felice di questa decisione". La consegna sarà, tra il 13 e il 20 novembre, a Villa Boemia, che Liedholm acquistò in un giorno, “dopo aver letto un annuncio sul giornale, Aaa Affarone”, conquistato dal Monferrato per quasi 35 anni il suo buen ritiro. "Mi chiedono spesso come si festeggiavano a casa gli scudetti: con sobrietà, perché papà prendeva la vita con ironia e leggerezza, accettando ciò che il destino assegna. Fu dura solo la finale di Champions persa ai rigori con il Liverpool". Nella sede dell’associazione guidata da Fabio Bellinaso c’è una mostra che può diventare un museo, “il giaccone del Milan, usato tanto, la felpa della Roma, foto di formazioni, Liedholm giocatore e allenatore, ritagli di giornale e trofei”. Li hanno scelti anche i nipoti, Paolo Erik e Andrea.
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