Il fattore Strautins: «Tortona, eccomi!»

La Bertram è in vetta alla Serie A e ha appena ritrovato l’ala lettone dopo la rottura del crociato: «Ora voglio solo giocare»

Giovanni Teppa Giovanni Teppa

Pubblicato il 04.11.2025, 13:15

4 min

Stava disputando la sua migliore stagione di sempre quando, il 1° febbraio scorso, nel confronto tra Trieste e Tortona, sul finire del terzo periodo Arturs Strautins si produce in contropiede in una schiacciata. Nella ricaduta il ginocchio destro si piega malamente: rottura del legamento crociato anteriore e “ciao ciao” annata anzitempo. Ora, a distanza di poco più di nove mesi dal grave infortunio, la 27enne ala lettone della Bertram, dopo essere andato a referto per annusare il campo con Trapani e Napoli, è pronto per tornare a dare il suo contributo sul parquet. «Non vedo l’ora che sia domenica per tornare a giocare. Sono felice che mi sia stato dato il via libera definitivo. Mi sento molto bene, ho fatto un grandissimo lavoro e voglio dare anch’io il mio apporto alla squadra che, peraltro, sta facendo molto bene». 
  
S i è fatto male in un momento in cui era diventato uno dei punti di riferimento della Bertram: cosa passa per la testa a giocatore che è costretto a stare fermo nove mesi, vale a dire una stagione intera? «Non è facile, specie per i primi giorni. Ti passano tante cose per la testa. La prima cosa che ho pensato è stata: “Com’è potuto accadere?”. Poi speri che l’infortunio non sia grave. Ma quando hai la diagnosi sembra che il mondo ti cada addosso. Ti passano un sacco di cosa nella testa, tipo chissà se ce la farò a recuperare, se tornerò a essere il giocatore di prima… Insomma, cose di questo genere. Poi però ti concentri su quello che devi fare per recuperare. Ecco, da quel momento dai tutto te stesso perché hai l’obiettivo di tornare a giocare. Un infortunio così grave lo superi solo se lavori anche sul piano mentale. Devo ringraziare la società, lo staff tecnico, i medici, i preparatori fisici, i fisioterapisti: insomma tutti quelli che hanno contribuito con un grande lavoro per farmi tornare in campo». 

La Bertram ha vinto quattro gare delle cinque disputate e siete in testa alla classifica. Era accaduto anche nella stagione 2022/2023, guarda caso sempre alla quinta giornata: allora fu per un solo turno, questa volta? «Questa volta non lo so, ma quello che non vogliamo è stare a guardare la classifica. Siamo una squadra che ha la testa alla prossima partita e al prossimo avversario che si chiama Varese, contro il quale vogliamo giocare il meglio possibile la nostra pallacanestro. Sembra banale dirlo, ma questo è quello che abbiamo in testa. Stiamo lavorando forte in allenamento e sappiamo che per elevare il nostro livello dobbiamo continuare a farlo, giorno dopo giorno. Siamo motivati e determinati e i risultati poi sono solo la conseguenza di quello che ogni giorno si fa in palestra». 

Rispetto alla passata stagione che squadra è la Bertram? «La metà dei giocatori dell’attuale gruppo erano già a Tortona l’anno passato. Normale quindi che ci siano delle analogie. Abbiamo una base importante da cui ripartire, ma poi finisce lì. Di solito ogni stagione è storia a sé, questa per noi lo è ancora di più visti i cambiamenti che ci sono stati. I risultati sul campo si stanno vedendo, ma abbiamo ancora tanti margini di miglioramento che stiamo dimostrando di partita in partita. Da domenica, però, vorrei dare il mio apporto in modo fattivo, facendo quello che credo di saper fare meglio: giocare a pallacanestro!».
 

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