
Fontecchio da star: “Felice e in fiducia”
Tredici. Quattordici. Quattordici. Dieci. Simone Fontecchio ha iniziato la sua quarta stagione NBA dando i numeri. Numeri lusinghieri. I migliori della sua esperienza a stelle e strisce, se rapportati all’impiego in campo. Il suo rendimento in uscita dalla panchina, con i primi passi mossi in casacca Miami Heat, non era per nulla scontato. Al punto che, in estate, la sua posizione all’interno della franchigia era parsa persino in dubbio.
Le parole di Fontecchio
E invece. E, invece, l’ala abruzzese sta viaggiando costantemente in doppia cifra. Tredici, quattordici, quattordici e dieci, appunto. Ovvero i punti segnati nelle prime quattro partite della regular season, rispettivamente di fronte a Orlando, Memphis, Knicks e Charlotte. Nonostante un impiego medio di 20’ a partita, nella già brillante “second unit” costruita in Florida. Una buona notizia per Spoelstra, un’ottima notizia anche per il fresco ct azzurro Banchi. Il coach di Miami, d’altronde, attinge a piene mani al pescarese (anche) per le sue qualità difensive, accoppiandolo di frequente ai migliori realizzatori avversari sull’esterno, per quanto siano i numeri offensivi a balzare subito all’occhio. A partire dai 12.8 punti a gara, appunto in media ogni 20’ sul parquet, frutto del 73% al tiro da due e del 55% dall’arco. Cifre grazie alle quali gli Heat - nonostante qualche assenza di troppo, in primis quella di Rozier per le ormai note vicende di scommesse - veleggiano al terzo posto a Est. «Sto molto bene, avverto la fiducia di Spoelstra e dei compagni: sono contento di come e quanto riesca a incidere ogni volta che vengo chiamato in causa. Nello spogliatoio sappiamo tutti di poter dare un contributo importante alla causa».
L'elogio di Spolestra
Crede in se stesso, Fontecchio. E crede in lui, appunto, Spoelstra, che gli ha riservato elogi importanti a margine delle ultime prestazioni in campo. «Simone dà una carica incredibile alla nostra second unit, in termini di energia. È un realizzatore molto versatile, l’ho visto con i miei stessi occhi: nel 2023 e nel 2024, quando lavoravo come assistente per Team USA, avevo il ruolo di scout della Nazionale italiana. Lì ho guardato tutte le sue partite per due anni ed era puntualmente l’opzione offensiva numero uno della squadra. Se hai tutta quella responsabilità sulle spalle e gli avversari preparano le partite su di te, ma riesci comunque a stupire con grandi prestazioni, significa che hai qualcosa di speciale, davvero impressionante. A Miami, ovviamente, ha un ruolo diverso. Ma ci piace tanto il suo spirito competitivo. È un gran tiratore, ma non si limita a fare solo quello: sa mettere palla per terra, muoversi sui blocchi o aprire il campo per i nostri giocatori migliori. Siamo molto contenti di averlo con noi», ha chiosato Spoelstra. Nominato, tre settimane fa, head coach di Team Usa: non esattamente l’ultimo arrivato...
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