Nba, i Lakers rinascono  contro Minnesota

La serie è sull’1-1 e adesso si sposta a Minneapolis. Doncic avvisa: "Giocare a casa loro sarà una guerra". JJ Redick conquista la sua prima vittoria da allenatore nei playoff. La partita dimostra che le stelle non bastano  

Dario Ronzulli Dario Ronzulli

Pubblicato il 24.04.2025, 13:00

4 min

Quasi alla metà del terzo quarto di Gara 2 contro Minnesota, i Lakers sembravano in controllo della situazione. Ma alcuni possessi non erano piaciuti al coach gialloviola che ha chiamato timeout e ha fatto una bella strigliata ai suoi, invitandoli a non abbassare la guardia. L'effetto è stato un 7-0 di parziale che ha definitivamente archiviato la partita. Lakers dunque sull'1-1 e, di fatto, con un solo passaggio a vuoto, quello prontamente tamponato da JJ Redick che ha ottenuto la sua prima vittoria ai playoff da allenatore. Se in Gara 1 i tiri da 3 dei Timberwolves erano stati una chiave della loro vittoria, nel secondo episodio sono stati invece la cartina di tornasole dei loro problemi offensivi. I soli Julius Randle e Anthony Edwards in doppia cifra, tutti gli altri a schiantarsi contro il muro difensivo innalzato dai losangelini.

Lakers, vittoria di squadra

Se Luka Doncic va ad un assist dalla tripla doppia e LeBron James sfodera una partita a tutto tondo, il merito del successo Lakers è senza dubbio da ascrivere al resto del team a dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, di come le due stelle da sole non vadano da nessuna parte. La serie ora si sposta a Minneapolis con i Twolves che possono comunque dirsi soddisfatti delle prime due sfide, che hanno permesso di ribaltare il fattore campo. "Giocare da loro sarà una guerra, i loro tifosi si fanno sentire, non dovremo andare nel panico" l'avviso ai naviganti di Luka Doncic.

Gli altri risultati

Chi non è affatto soddisfatto è Milwaukee, che perde ancora a Indianapolis con i Pacers ora sul 2-0 e reduci da una prestazione di grande autorità. "Credo sia il giocatore più sottovalutato di tutta l'NBA" ha detto Tyrese Haliburton del suo compagno Pascal Siakam, dominante sui due lati del campo. Ha provato ad essere dominante anche Giannis Antetokounmpo e in gran parte ci è riuscito: tre assist lo hanno separato dalla tripla doppia, facendosi sentire molto a rimbalzo. Il problema per i Bucks è che il greco ha dovuto cantare e portare la croce visto che i suoi compagni ancora una volta hanno latitato, soprattutto in difesa. Il ritorno di Damian Lillard non poteva bastare e infatti non è bastato: l'ex Portland è apparso ancora indietro di condizione dopo un mese di stop e ha fatto ciò che ha potuto per aiutare la squadra, anche provando ad alzare la tensione nel finale con qualche scambio verbale con Haliburton. Milwaukee ha il talento e l'esperienza per invertire il trend ma certamente servirà ben altro, soprattutto nella propria metà campo. Cosa serva ai Grizzlies per cambiare la serie con i Thunder forse è più qualcosa legato al divino e al trascendente che alla razionalità. Anche in Gara 2 OKC non ha lasciato il minimo spazio agli avversari, che possono accontentarsi soltanto di non aver preso un’altra imbarcata storica come nel primo episodio della serie. Dove peraltro Shai Gilgeous-Alexander, fortissimo candidato MVP della stagione, non aveva neanche fatto chissà che; il canadese si è riscattato in Gara 2 pur non tirando con alte percentuali. Ma i Thunder sono talmente solidi che possono permettersi anche che il loro leader tecnico sia meno performante della regular season: Chat Holmgren, Jalen Williams e dalla panchina Alex Caruso sono devastanti. Un segnale di risveglio Memphis l’ha dato nella ripresa ma è decisamente troppo poco per impensierire la testa di serie numero 1 ad Ovest.

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