Sì, Virtus! La vittoria è per Sugar

Commosso saluto all’icona giunta nel 1988 dalla Nba, scomparsa ieri. In campo decide un break nel finale

Stefano BudriesiStefano Budriesi

Pubblicato il 12.11.2025, 13:30

3 min

Nel segno di Sugar. La Virtus mantiene imbattuto il PalaDozza anche con l'Efes, segnando 18 triple e con l'80% da due in una serata velata di tristezza per la scomparsa di uno dei suoi campioni più iconici. Micheal Ray Richardson, morto ieri a 70 anni di età, arrivò a Bologna da stella vera di una Nba mitologica, che lo aveva bannato per reiterati problemi di droga. L'avvocato Gigi Porelli ebbe l'intuizione di portarlo alla Virtus, dal 1988 al 1991, quando vinse due Coppe Italia e la Coppa delle Coppe, primo titolo in Europa del club. Sugar condivideva il nickname coi grandissimi della boxe Robinson e Leonard: era arte in campo e insieme personaggio ingestibile. Nemico giurato della Fossa dei Leoni Fortitudo, di lui si ricordano tre baci in fronte storici: a un infuriato Valerio Bianchini, allenatore avversario in una finale di Coppa Italia a Forlì, a un attonito Mike Bongiorno in una comparsata tv e all'arbitra Antonella Frabetti, trascinata forse volutamente a terra sul parquet. L'allora speaker virtussino Gigi Terrieri chiamava ogni giocatore col cognome, ma non poteva esimersi dall'urlare “Sugar!” al microfono come firma in calce alle sue entrate uno-contro-cinque.

Kimi Antonelli in prima fila, venerdì Virtus a Barcellona

Dopo la Virtus girò mezza Europa, vestendo anche le canotte di Livorno e Forlì, facendo poi pure l'allenatore. Lascia il figlio Amir, calciatore nella Fiorentina. E la consapevolezza che oggi, nel basket italiano, non c'è nessuno che nemmeno lontanamente si avvicini al suo abbagliante talento. Dopo il commosso ricordo di Sugar, la partita si è dipanata con entrambe a tavoletta in pendant con Kimi Antonelli, seduto in prima fila. Le difese troppo permissive non si sono registrate nemmeno nel secondo periodo, col solo Larkin a spiccare nel branco (4/5 da 3 al 20'), ma gara ancora senza padrone. Alla Virtus non sono bastate le 6 triple del terzo quarto (3 di Smailagic, 5/7 totale) per staccare l'Efes dell'applauditissimo ex Cordinier. Alla fine ha sparigliato un 10-0 firmato Edwards, Jallow, Vildoza e Smailagic (96-82 a -2'05), spallata decisiva al match. Il back-to-back, adesso, porterà venerdì i bianconeri a Barcellona, mentre il 5 dicembre riaprirà la Fiera: primo match Virtus-Dubai.

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