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Ricetta Olbis: "Paura mai. Siamo l’Italia!"

L’Italbasket ai Mondiali dopo 32 anni di assenza. Capitan André introduce la sfida contro la Cechia (20.15, Rai2):  "Vogliamo goderci il momento"

Dario Ronzulli  Dario Ronzulli

Pubblicato il 04.09.2026, 13:30

4 min

Un'attesa lunga 32 anni sta per concludersi stasera, alle 20.15, contro la Repubblica Ceca alla Max-Schmeling-Halle di Berlino. L'ItalBasket femminile torna a giocare un Mondiale e lo farà con entusiasmo e voglia di stupire. E con una nuova capitana: l'infortunio di Laura Spreafico ha obbligato al passaggio di testimone con Olbis Andrè. La bolognese classe '98, in forza a Schio, era già una delle leader del gruppo ma ora chiaramente è chiamata a qualcosa in più. Anche dal punto di vista istituzionale, visto che ha fatto parte della delegazione azzurra che ha accolto l'Ambasciatore in Germania Fabrizio Bucci, in visita al quartier generale della Nazionale alla vigilia del torneo. «Non c'è bisogno di dire quanto mi dispiaccia il motivo per cui è avvenuto il passaggio della fascia. Con Sprea abbiamo condiviso tutto e sarebbe stato un ottimo modo per concludere la carriera. Altrettanto ovviamente sono contenta per la fiducia che mi è stata data dallo staff. Credo di aver raggiunto la maturità giusta per il ruolo e non soltanto per il numero di presenze».

ItalBasket femminile, dopo 32 anni il ritorno al Mondiale

Nei test di avvicinamento avete, al di là dei risultati, mostrato di non aver smarrito il vostro modo di giocare. «Abbiamo un'identità ben precisa e già definita, soprattutto in difesa dove cerchiamo di generare energia per poi fare bene anche in attacco. Nelle amichevoli abbiamo riannodato il filo con tutto questo facendolo peraltro con squadre di vertice. Abbiamo faticato quando le nostre avversarie hanno aumentato l'intensità e messo le mani addosso, ma ci è servito per capire come dobbiamo reagire nel momento in cui accadrà nel torneo».

Olbis Andrè capitana dell'Italia: gli obiettivi al Mondiale

Ci sono due esordienti nel gruppo: Matilde Villa, che l'anno scorso saltò l'Europeo per un infortunio, e Vittoria Blasigh. Cosa ha chiesto da capitana? «A loro come ad ognuna di noi chiediamo la stessa cosa: dare il massimo ogni possesso in cui siamo in campo. È questo che ha fatto la differenza all'Europeo dell'anno scorso e da ciò non possiamo prescindere. Devono essere tranquille, riconoscere il proprio ruolo all'interno della squadra e il resto verrà da sé».

Le avversarie del girone sono forti, ma le conoscete già abbastanza bene. «È vero anche se la Cina che abbiamo affrontato a Trento non sarà la stessa che ci troveremo di fronte a Berlino. Comunque non sarebbe un girone da Mondiale se non fosse tosto: saranno partite che andranno affrontate con il massimo della concentrazione e dell'energia. Le americane sono fortissime, ma non abbiamo nulla da perdere».

Cosa non dovrete fare? «Non dobbiamo essere frenetiche. Ogni tanto l'esuberanza che mettiamo sul parquet ci porta a non leggere correttamente le situazioni. E poi non dobbiamo aver paura: siamo qui perché ce lo siamo meritate. Dobbiamo goderci il momento».

Italia femminile al Mondiale: il significato per Andrè

Per la sua carriera che valore ha giocare un Mondiale? «Con i club ho avuto la possibilità di raggiungere tanti risultati, giocare la Final Six di Eurolega però è innegabile che giocare con la Nazionale sia qualcosa di diverso. Con il bronzo dello scorso anno me ne sono resa conto sulla mia pelle di quanto possa essere emozionante vincere con l’azzurro».

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