
Milano, passerella regale senza Armani e con Poeta
Scudetto numero trentadue in bacheca per l’Olimpia Milano che torna sul trono d’Italia a distanza di un anno dall’ultima volta. Milano che dunque completa il suo “triplete” e che sugella una stagione italiana da prima della classe: Supercoppa, Coppa Italia e ora lo scudetto. Una vittoria per certi versi storica per l’Olimpia, perché quello conquistato è un tricolore che sa tanto di nuovo corso: il primo scudetto dell’era Armani, da festeggiare senza il “padre” di questa società e di questa squadra, che nel suo lascito aveva voluto dare continuità con l’assist per il compagno di una vita Leo Dell’Orco. Un nuovo corso che porta il nome di Peppe Poeta, trovatosi catapultato sulla panchina più importante d’Italia un anno prima del previsto, ma capace di raccogliere la pesante eredità di Ettore Messina e di guidare l’Olimpia allo scudetto. Un tricolore che ripaga lo stesso Poeta dopo la sconfitta subita l’anno scorso sulla panchina di Brescia contro la Virtus. Quella Bologna che tanti si sarebbero aspettati rivale dell’Olimpia nella corsa al trentaduesimo titolo e che invece aveva salutato anzitempo perdendo la semifinale proprio con Venezia. Milano mette così in bacheca il quarto scudetto delle ultime cinque stagioni, il primo - sempre per parlare di storia - di un ciclo che non ha visto l’Armani affrontare la formazione bolognese, eterna rivale di queste ultime stagioni. Un successo per la società milanese, per la proprietà e per lo staff tecnico, ma una vittoria arrivata ovviamente grazie principalmente al contributo dei giocatori. Gli stessi giocatori già oggetto del domani, tra conferme, addii e arrivederci.
Cosa succederà in casa Olimpia
Da settimane si parla anche di quello che succederà in casa Olimpia nella prossima stagione, perché inevitabilmente Milano è ancora una piazza di riferimento seppur lontano dall’altissimo livello di Eurolega. Quella resta l’unica macchia della stagione milanese e di un’Armani mai capace di lottare fino in fondo per conquistare almeno un posto nei playoff europei. L’obiettivo per il futuro dovrà inevitabilmente essere quello: salire ulteriormente di livello in Europa, perché è chiaro che i titoli italiani inizino a stare stretti a una Olimpia che vuole, può e deve pensare in grande. Sarebbe bello veder crescere dietro all’Armani, alla Reyer e alla Virtus Bologna altre realtà di alto livello che possano rendere il nostro campionato ancor più competitivo ed equilibrato. Milano alla fine si gode questo titolo, vinto con merito da un’Olimpia capace di accendersi nel momento più importante della stagione e brava a togliersi di dosso le scorie di un’annata densissima di partite tra campionato ed Eurolega. Poeta per i playoff aveva scelto di affidarsi ai soliti noti e quel gruppo è stato quello che ha portato l’Armani sul tetto d’Italia. Ora però è già tempo di pensare al domani da costruire cercando innanzitutto di capire cosa faranno Shields e LeDay due pedine cruciali sullo scacchiere Armani.
Gli addii
Parlando del quintetto milanese è quasi certo l’addio ad Armoni Brooks che dovrebbe andare all’Asvel Villeurbanne, così come sono in uscita Nebo (Barcellona) e Ellis (che andrà in Ncaa almeno fino a marzo, con possibilità di rientrare alla base però nel 2027). Certamente resteranno Guduric, stella che però ha brillato meno dello sperato quest’anno e Bolmaro. Ci sarà Diop, cresciutissimo nell’ultimo periodo, così come capitan Ricci, mentre resta più complicata la situazione di Mannion (si parla di Varese o del nuovo progetto Roma). Si vocifera poi di un Ettore Messina desiderio della Roma del nuovo corso, ma ovviamente si vedrà. Abbastanza definito e avviato il mercato estivo: ingaggiato Akele dalla Virtus, Thompson da Valencia, il ritorno di Hall dal Fenerbahce e il fresco campione d’Europa Peters dall’Olympiacos, oltre a Burnell che ha da poco salutato Brescia. C’è infine la questione Dante Maddox, che però potrebbe provare la carta Nba in estate. La stagione estiva è appena iniziata e con essa il mercato, per ora però a Milano si fa festa per il trentaduesimo scudetto.
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