
"La musica per battere Venezia!"
L’attesa è terminata e alle ore 20 si accenderanno i riflettori sulla finale scudetto 2026: la sfida sarà quella tra l'Olimpia Milano e la Reyer Venezia. L'EA7 sul proprio cammino ha eliminato Reggio Emilia e Brescia, mentre la Reyer ha superato prima Tortona e poi i campioni d'Italia della Virtus Bologna. Questa sera il primo atto della serie tra le squadre che hanno chiuso rispettivamente al terzo e al quarto posto la regular season. Decisivo, in tal senso, il match di ritorno vinto dall’Olimpia anche grazie a un Leandro Bolmaro da 19 punti e 5 rimbalzi. L’argentino è stato grande protagonista della serie vinta contro Brescia e rappresenta uno dei principali motori dell'energia e dell'intensità messe in campo dall'Olimpia. “Giocare una finale è una sensazione bellissima - la premessa dello stesso Bolmaro -. Venezia è una grande squadra e sarà una serie molto dura. Nelle finali può succedere di tutto, quindi dovremo ragionare una partita alla volta, un possesso alla volta, per provare a vincere la serie”. La Reyer che Bolmaro dovrà affrontare in questa finale? “Il solito. Mi sento bene e sto giocando una buona pallacanestro, soprattutto in difesa. Per me tutto parte da lì: dare il tono alla squadra nella metà campo difensiva e poi costruire il resto del mio gioco. Farò tutto ciò che serve per vincere, che sia in attacco o in difesa. Voglio conquistare questo titolo perché è un obiettivo che desidero davvero raggiungere”. Una finale si aspetta per tutta la stagione: come si fa a restare concentrati per diversi giorni quando non si parla d'altro? “Non è semplice. In queste settimane stiamo preparando la serie con grande attenzione in allenamento, ma fuori dal campo cerco anche di staccare dalla pallacanestro. Porto spesso a passeggio il mio cane, cammino molto e questo mi aiuta a liberare la mente. Mi piace anche dedicarmi alla musica. Ognuno ha il proprio modo di gestirsi, io cerco di restare concentrato sul presente e di gestire le emozioni”.
"Preferisco entrare dalla panchina"
Quest'anno abbiamo visto due versioni di Bolmaro: in quintetto e partendo dalla panchina: quali sono le differenze tra le due situazioni e quale la preferita? “In questo momento preferisco partire dalla panchina. All'inizio della mia carriera ero abituato a essere sempre titolare, ma ora entrando a partita in corso riesco ad avere un quadro più chiaro di quello che sta succedendo in campo. Non resto seduto a rilassarmi: osservo gli avversari, studio le situazioni e quando entro cerco di aiutare la squadra nel modo più efficace possibile. Inoltre, riesco a entrare gradualmente nel ritmo della partita e questo mi aiuta molto. In ogni caso, qualunque ruolo mi venga chiesto di ricoprire, cerco sempre di trovare il modo di incidere sulla partita”. La stagione regolare si è chiusa per lei con il titolo di miglior difensore dell’anno: è più bello segnare un canestro importante o impedire agli avversari di farlo? “Per me è più bello fermare gli avversari. La difesa è sempre stata la mia identità ed è ciò che mi ha portato fino a questo livello. Oggi la difesa è sempre più importante e credo sia uno dei motivi per cui riesco a essere utile alla squadra e a guadagnarmi minuti in campo”.
"Penso da capitano"
Ha detto che un giorno le piacerebbe essere il capitano dell’Olimpia: cosa ne pensano Ricci e Shields, gli attuali co-capitani dell’Armani? “Mi prendono in giro, scherzando su questa cosa. Io l'ho detto perché mi piace avere un impatto sulla squadra e sentirmi importante all'interno del gruppo. Ovviamente ho enorme rispetto per Pippo e Shavon e penso che stiano facendo un grande lavoro come leader. Da loro sto imparando molto, perché se un giorno vorrò diventare capitano dovrò capire come gestire le diverse situazioni e guidare un gruppo. Condividere lo spogliatoio con loro è fantastico. Dopo l'eliminazione dall'Eurolega abbiamo attraversato un momento difficile, ma proprio lì siamo diventati ancora più uniti e oggi stiamo giocando una grande pallacanestro insieme”. Che significato avrebbe conquistare il primo scudetto con la maglia dell'Olimpia Milano? “Significherebbe tantissimo. Quest’anno abbiamo vinto Supercoppa e Coppa Italia e sarebbe fantastico chiudere con lo scudetto. Abbiamo il vantaggio del fattore campo e il supporto dei nostri tifosi sarà fondamentale. Dovremo giocare insieme, con la stessa intensità e la stessa mentalità che ci hanno portato fin qui”.
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