
Virtus, reazione di rabbia. Edwards suona la carica
Se questa è la vera Virtus, rimane ben poco spazio per il contraddittorio. La Reyer torna in laguna con la serie in parità, e tutto sommato è un ottimo affare. Molto meno andando però a leggere la sceneggiatura di questa semifinale, in cui la riscossa bolognese pare un inequivocabile mutamento di rotta. Devastante Bologna in area: Diouf (18 con 9/10) e Diarra eccellenti, 46-23 il conto totale dei rimbalzi. Nenad Jakovljevic mantiene equilibrio: «Abbiamo vinto grazie a maggiori determinazione e disciplina rispetto alla prima, aggiustando qualcosina in difesa. La Virtus ha enfatizzato l'importanza di fare un passaggio in più». Bologna deve avere nel dna la capacità di dare il meglio quando si ritrova con le spalle al muro. Già nel primo quarto ha spazzato via le labili difese della Reyer, colpendo durissimo da sotto (10/13 da 2 al 10'), frutto di un dominio assoluto degli anelli, sostanzializzato dall'11-3 a rimbalzo. Nel secondo periodo Bologna ha fatto addirittura meglio: 10/10 da dentro l'arco, con Aliou Diarra letteralmente inarrestabile. Da fuori poi è stato Carsen Edwards il mattatore: stavolta la mira era del tutto a fuoco (5/7 nel tiro pesante all'intervallo lungo; 25 punti belli finali), a differenza dell'altra sera.
Indemoniato il leader maximo Daniel Hackett
Evidentemente l'innesco gli è venuto dal dover abbandonare il quintetto di partenza per calzini non conformi secondo gli arbitri; quando poi li ha messi a posto, gliel'ha fatta vedere lui. Indemoniato, tra gli altri, il leader maximo Daniel Hackett, feroce in difesa e trascinatore delle anime bianconere dentro e fuori dal parquet. Venezia è apparsa quasi intimidita di fronte a una tale profusione di energia: ha provato a reggere l'urto, ma ieri c'era ben poco da fare contro una Virtus capace di produrre per qualità e quantità probabilmente il miglior primo tempo della stagione, con 62 punti a referto e la palla che ha ballato sul ferro allo scadere sull'ave-Maria di Morgan. Potevano essere 65. Unica nota dissonante la botta al fianco subìta da Vildoza al 13' per opera di Parks, che lo ha costretto a cure immediate negli spogliatoi per non rimettere più piede sul parquet. Nel terzo periodo la Virtus non ha alzato il piede dall'acceleratore, quasi a voler imprimere nel cervello dei veneziani chi è che comanda. Nonostante il divario si sia allargato a 28 lunghezze a fine quarto, la Reyer ha tenuto alto lo sguardo: in una baruffa sotto canestro, Diarra ha beccato ingenuamente il secondo tecnico e quindi se n'è andato sotto la doccia. Venezia non è stata certo disastrosa. Solo si sono ristabiliti i valori. Neven Spahija analizza: «Ci attendavamo una reazione della Virtus. Hanno pesato gli errori, prendendo tuttavia tiri che solitamente sono i nostri. Nei playoff non cambia il risultato perdere di 20 oppure di un punto...».
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19 Prezzo standardRisparmi il 53%€ 9,00al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29 Prezzo standardRisparmi il 34%€ 19,00al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,00al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sui temi che più ti interessano e utilizzare al meglio i servizi di Tuttosport. Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto per vivere al meglio il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
