© Ciamillo

Saliou Niang: "Mancare lo scudetto  sarebbe deludente..."

L’ala della Virtus Bologna si confida alla vigilia dei playoff per il titolo: "Un piacere giocare per Banchi in Nazionale. Io in Ncaa? Vedremo"

Dario RonzulliDario Ronzulli

Pubblicato il 06.05.2026, 13:30

5 min

Ha impiegato pochissimo tempo per farsi amare dai tifosi della Virtus Bologna e d'altronde aveva la strada spianata dopo quanto fatto vedere con Trento l'anno scorso e con la Nazionale ad EuroBasket. Alla vigilia dei playoff che vedranno l'Olidata partire con la testa di serie numero 1, Saliou Niang è al centro di tante attenzioni per il suo futuro. Ma il suo pensiero principale, ora, è un altro. «Non vincere lo scudetto sarebbe un po' una delusione, perché so che abbiamo tutte le carte in regola per vincerlo. So anche quanta fatica abbiamo fatto durante tutto l'anno per conquistare il primo posto e avere il vantaggio del fattore campo per giocare davanti ai nostri tifosi, che sono splendidi e ci sostengono sempre. Stiamo pian piano recuperando tutti e questo è fondamentale per essere pienamente competitivi». Primo posto conquistato vincendo a Sassari, dove nel secondo tempo avete cambiato marcia. «Nel primo tempo abbiamo giocato troppo leggeri, bisognava alzare il livello di attenzione in difesa e cercare di correre di più. Io ho dato il mio contributo in termini di energia, quello che sento di poter fare meglio». Le hanno già fatto il poster con la schiacciata sul malcapitato centro sassarese Nick McGlynn? «No, non ancora (ride, ndr). È stata veramente una bella schiacciata. Devo ammettere che quando faccio azioni così mi gaso tantissimo».

"Stagione molto tosta"

Guardando indietro alla sua stagione, fin qui qual è il suo giudizio? «È stata molto tosta, giocare così tante partite in poco tempo è stato impegnativo, ma allo stesso tempo mi ha fatto crescere molto a livello tecnico ma anche mentale. Ho lavorato su tanti aspetti del mio gioco a partire dal tiro da 3 che ora prendo con molta più convinzione: coach Jakovljevic mi dice sempre di non preoccuparmi se sbaglio e che è più importante che certi tiri me li prenda». Come ha vissuto l'esonero di Dusko Ivanovic? «So che fa parte del gioco e può succedere nella carriera di un coach, ma è stato comunque inaspettato. All'inizio abbiamo sicuramente fatto un po' fatica a riassestarci: ora abbiamo ritrovato confidenza con il nostro basket. Aver superato quel momento di difficoltà ci dà una grande spinta adesso». Momento di difficoltà legato anche agli infortuni, in particolare dei playmaker... «Siamo riusciti ad ovviare con il grande sacrificio di Edwards e Morgan e facendo tutti qualcosa in più. Abbiamo anche vinto partite importanti come quella con Milano, però alla lunga giocare senza play puri è veramente difficile. Ci ha aiutato anche l'arrivo di Yago dos Santos: coinvolge la squadra, porta tanta energia, fuori dal campo scherziamo molto insieme». 

"Cheick? Contento del percorso che sta facendo"

L'Eurolega che ha affrontato dal vivo è stata quella che si attendeva dopo averla vista in tv? «Assolutamente. Il livello fisico e tecnico è veramente alto, così pure la qualità dell'esecuzione, sapevo di dovermi misurare con giocatori molti forti e così è stato. Mi sono accorto rapidamente, soprattutto marcando gente più grossa di me, che il margine di errore che ti viene concesso è quasi inesistente. C'è poi il fattore ambientale: giocare in palazzetti come Belgrado, Kaunas, Atene non è facile, bisogna tenere i nervi saldi. Io personalmente mi esalto quando c'è un clima del genere quindi è stato anche divertente». Anche di suo fratello minore Cheick si parla un gran bene. Che rapporto avete? «Sono molto contento del percorso che sta facendo. Cerco di aiutarlo molto, ha un carattere sensibile e quindi gli do consigli soprattutto quando le cose vanno meno bene. Ora a Trento sta giocando meno rispetto all'inizio della stagione, ma è normale, ci può stare, deve solo continuare a lavorare e migliorare». 

Banchi e l'Italia

Com'è stato l'impatto con Luca Banchi commissario tecnico dell'Italia? «Molto buono, direi super. Mi ha coinvolto subito nel gioco: si tratta di un coach con cui è facile parlare, mi sono trovato molto bene sin da subito. Mi ha fatto e mi farà enorme piacere giocare per lui in maglia azzurra». Inevitabile chiederle del suo futuro. Le voci di un suo passaggio in NCAA, in particolare a Louisiana State University, si fanno sempre più insistenti giorno dopo giorno: cosa ci può dire al riguardo? «È una strada molto interessante per me, non posso negarlo, ma non ho ancora preso una decisione definitiva. Ora penso a finire al meglio la stagione con la Virtus, ci penserò per bene dopo i playoff a bocce ferme». 

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