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Niang e... fratelli. Fuga verso la Ncaa 

L’ala lascerà la Virtus per i college in scia a Ellis, Marangon, Lonati, Assui. E l’Europa si scopre debole

Dario RonzulliDario Ronzulli

Pubblicato il 30.04.2026, 13:30

5 min

Saliou Niang e Quinn Ellis sono i due Under 22 più interessanti del nostro basket. Dopo aver fatto parte della spettacolare Trento che l'anno passato ha conquistato la Coppa Italia, in questa stagione si sono divisi passando il primo alla Virtus e il secondo all'Olimpia, potendo così misurarsi anche in Eurolega. E per la prossima annata la possibilità che i due si trovino avversari in un'altra competizione non è poi così remota. Ellis ha già deciso di lasciare Milano al termine dei playoff e approdare all'università di St.John's, Niang ha gli occhi addosso di altri college anche di alto profilo come Ucla, Arizona, North Carolina e Louisiana State, e potrebbe decidere di intraprendere lo stesso percorso di Ellis. E di Marangon di Cividale, di Lonati di Milano, di Assui di Varese, per citare chi ha già deciso di andare oltre oceano, oppure di Librizzi sempre di Varese e di Casarin di Cremona, esempi di altri giocatori in ballo.

Nil e la professionalizzazione del basket universitario

E in ballo ci sono tanti soldi. Una volta per le università americane era severamente proibito pagare in qualsiasi forma i propri giocatori, pena multe e squalifiche: ciò naturalmente non impediva che di soldi ne girassero comunque sottobanco. Dal 2021 però tutto ciò è diventato legale attraverso il Nil, che ha ribaltato regole consolidate nel tempo rendendo il basket universitario di fatto professionistico. Per spiegare di cosa si tratti usiamo la definizione presente sul sito Fiba nella guida pensata dalla federazione internazionale per dare ai giocatori tutte le indicazioni formali e burocratiche del caso: “Nil sta per Name, Image and Likeness e si riferisce al diritto degli studenti-atleti di guadagnare denaro dall’uso del proprio nome, della propria immagine e della propria identità di personaggi pubblici. Quando ricevi denaro per i tuoi diritti Nil, la parte che effettua il pagamento per tali diritti acquisisce il diritto di utilizzare il tuo nome (Name), la tua immagine (Image) e il tuo aspetto (Likeness) in foto, pubblicità o post sui social media”.

Niang ed Ellis: le cifre per il futuro

Formalmente, quindi, non sono le università a pagare i giocatori, bensì gli sponsor. Nella sostanza, però, il discorso non cambia: si può arrivare a cifre che per i nostri club – e per la stragrande maggioranza delle squadre europee, diciamo pure tutte – sono inaffrontabili. Si può anche ipotizzare che questo giro di soldi possa avere prima o poi una frenata, ma non sembra uno scenario così prossimo nel futuro immediato, anzi. Per dare un'idea: i rumors su Ellis e Niang parlano di accordi per 5 milioni di dollari all'anno, anche se le cifre reali fossero più basse, saremmo comunque in presenza di un incremento enorme del loro attuale stipendio. La stessa situazione la vivrebbero, su stipendi più bassi, anche gli altri sopracitati. E perché un Under 22 dovrebbe rinunciare a molti più soldi di quanti ne guadagnerebbe qui, giocando inoltre in strutture tecniche e ambientali per lo più di altissimo profilo e in molti casi prendendo anche una laurea, potendo poi comunque tornare a casa alla fine del percorso collegiale se l'Nba un giorno non chiamasse?

Nba Escape: cos'è

Non c’è competizione possibile per l’intero basket mondiale che davanti a questa rivoluzione si è scoperto debolissimo, e probabilmente ne ha anche sottovalutato l’impatto prima di ritrovarsi travolto. Di contratti con Nba Escape, cioè pagamento per la risoluzione anticipata in caso di offerta Nba, ce ne sono ormai a bizzeffe (lo stesso Niang ne ha uno così con la Virtus...), con Ncaa Escape moltissimi meno. E, a conti fatti, sembra essere al momento l’unica carta per i club per non rimanere con un pugno di mosche in mano. 

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