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“Senatori più giovani. Mix Italia vincente”

Marco Spissu alla vigilia della doppia sfida alla Gran Bretagna  nelle qualificazioni al Mondiale

Dario RonzulliDario Ronzulli

Pubblicato il 26.02.2026, 06:15

4 min

La partenza del volo per Newcastle upon Tyne è prevista alle 17.30. Sull'aereo dell'ItalBasket ci saranno anche i quattro virtussini convocati (Akele, Niang, Diouf e Ferrari), che hanno raggiunto il gruppo dopo la partita con il Barcellona. E ci sarà anche un veterano, tornato in azzurro in questa finestra dopo essere stato una colonna della gestione Pozzecco. Parliamo di Marco Spissu, naturalmente, che a quanto pare dall'azzurro proprio non riesce a staccarsi. «Ormai sono anni che sono fisso in questo gruppo ed è estremamente piacevole farne parte. Era il sogno che avevo da bambino e ogni volta che si realizza mi rende orgoglioso». Marco Spissu, inevitabile chiederle quali differenze ha trovato tra le gestioni di Pozzecco e Banchi... «Gli allenamenti sono ovviamente diversi, sia per tipologia che per durata. Però stiamo parlando comunque di due coach preparatissimi. Con Poz abbiamo chiuso un percorso che ci ha portato a sfiorare una semifinale europea. E ora ne abbiamo iniziato un altro che, sono sicuro, sarà davvero entusiasmante».

Il pericolo Gran Bretagna

Come procede la creazione del nuovo gruppo? «I più giovani stanno iniziando ad assaporare l'azzurro, noi veterani cerchiamo di non farli sentire gli ultimi arrivati. Ma di integrarli subito. E soprattutto di fargli capire cosa significa la canotta dell'Italia senior, che non ha lo stesso peso di quella delle giovanili. Devo dire che sono tutti mentalizzati a far bene e hanno gran voglia di mettersi in mostra. Peccato ci siano pochi allenamenti, ma stiamo comunque lavorando bene sui tanti dettagli che serviranno contro la Gran Bretagna». Ecco, parliamo della Gran Bretagna: quali sono i pericoli da affrontare? «I tifosi vedono magari ancora i britannici come una squadra facile da battere e, invece, negli anni si sono evoluti e sono cresciuti, come è capitato ad altre Nazionali. Hanno giocatori molto atletici e intensi, contro di loro dovremo essere bravi a giocare il nostro basket, fatto di passaggi e di giocate intelligenti, senza incartarci contro la loro aggressività. A Livorno ho già giocato nella sfida contro l'Ucraina e ho un ricordo bellissimo, di un tifo caldo e appassionato: confido che possa esserci lo stesso ambiente pure lunedì». 

Così Spissu su Polonara

Da due anni lei gioca e vive a Saragozza: come sta andando questa esperienza? «Molto bene, ci sono tante affinità con l'Italia e questo sicuramente aiuta. In campionato stiamo facendo fatica, dovremo cercare di fare un extra-sforzo nella parte finale e toglierci dalle zone calde. Trasferirmi lì mi ha aiutato a crescere e a migliorare, sia umanamente che nel bagaglio tecnico: si tratta di una scelta che rifarei, certo. D'altronde la carriera di un'atleta è molto corta e non avevo ancora molti margini di tempo per fare un'avventura diversa rispetto al solito». Come sta il suo amico Achille Polonara? «È come se stesse iniziando a giocare a basket adesso. Ha una gran voglia di tornare, deve fare la riabilitazione per questo piccolo intervento al cuore e ci vorrà del tempo. Ma ha una forza di volontà che in pochi hanno. Mi auguro davvero di cuore che possa rivedere il campo il prima possibile: se lo merita».

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