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Esperienza Reale, Bruttini: "Io e Cusin trasmettiamo entusiasmo"

Il centro torinese è stato decisivo nella vittoria a Roseto

Pubblicato il 13.01.2026, 13:30

4 min

Veterani alla riscossa. Dieci giorni fa il quarantenne Marco Cusin si era prodotto in un’eccellente prestazione che solo per un niente non era stata sufficiente alla Reale Mutua per fermare la corsa della capolista Rimini. Domenica Torino era attesa da una trasferta insidiosa a Roseto. Serviva una prova di livello per passare sul parquet degli abruzzesi. E chissà, forse anche memore della prestazione del turno precedente del compagno di squadra, a guidare alla vittoria la Reale Mutua ci ha pensato un altro lungo, un altro giocatore dalla grande esperienza qual è Davide Bruttini che di anni ne ha trentotto, uno in più tra poco più di un mese. Il centro torinese è stato insieme a Teague il migliore per valutazione dei suoi, ha catturato 5 rimbalzi ma soprattutto ha messo a segno 14 punti con un eccellente 6 su 7 da due.

Le parole di Bruttini

In doppia cifra realizzativa Bruttini non ci andava dal 9 giugno 2024, dunque più di un anno e mezzo fa, nell’ultima gara disputata con la casacca di Cento. Una prestazione superba che fa il paio con quella di Cusin di dieci giorni fa e che rende la coppia di esperti lunghi torinese decisamente competitiva, anche ogni oltre più rosea aspettativa. «La vittoria su un campo difficile come Roseto vale tantissimo - sottolinea Bruttini -. Per di più l’abbiamo ottenuta dopo che la situazione si era fatta difficile. Siamo riusciti a rimontare i nostri avversari e a contenere il loro ritorno facendo ognuno il suo». L’esperto centro torinese loda la squadra, evidenzia l’importanza dell’affermazione in terra abruzzese ma sulla sua prestazione sembra quasi non voler entrare nel merito: «Arrivavo da alcune partite in cui non ero stato troppo performante. Sapevo però che prima o poi sarebbe arrivato anche il mio momento per dare un contributo di qualità alla squadra. Se sono contento dei 14 punti che ho segnato? Certo che mi fa piacere, e ci mancherebbe. Ma quel che conta di più è dare un contributo fattivo alla squadra in ogni modo possibile, segnando, prendendo rimbalzi, facendo blocchi, difendendo forte tutto il tempo. Perché occorre sempre tenerlo bene a mente: vince la squadra non il singolo». E poi sulle prestazioni sue e di Cusin tiene a dire: «Io come il “Cuso” prendiamo il nostro lavoro seriamente e serenamente. Quello di positivo che si vede in partita non è mai il frutto del caso. In palestra ci andiamo con entusiasmo e con la voglia di trasmettere la nostra esperienza ai compagni di squadra. Le cinque sconfitte consecutive subite a novembre ci hanno imposto di lavorare determinati e concentrati. Siamo usciti dalle difficoltà diventando un gruppo più unito e consapevole delle proprie potenzialità». In questa A2 non ci si può rilassare un attimo. E quindi per Torino è già tempo di pensare alla sfida di domenica con Avellino: «All’andata fu una brutta prestazione. Per vincere occorrerà giocare con altro atteggiamento. Affrontiamo una squadra che ha tanto talento e che ha cambiato allenatore. La difesa, ormai diventata nostro marchio di fabbrica, sarà fondamentale per conquistare un altro successo». 

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