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Sassari parte e arriva bene. Trieste è molle

I sardi sempre al comando regalano una prova di solidità. Tra i giuliani in evidenza Ramsey

Sergio DemuruSergio Demuru

Pubblicato il 07.12.2025, 13:30

3 min

Il Banco di Sardegna conquista la terza vittoria stagionale riuscendo ad imporsi su una Pallacanestro Trieste costretta ad inseguire per tutto l’incontro. Gli ospiti giuliani erano reduci dalla bella affermazione casalinga con l’Armani, guidata per l’ultima volta da Ettore Messina il quale, probabilmente a causa della sconfitta con i triestini, aveva dato le dimissioni dalla panchina milanese per far posto a Beppe Poeta. Referenze alte dunque per il quintetto di Gonzalez. La Dinamo, dal proprio canto, durante la sosta non è stata certo a guardare: sono arrivati Pullen e Visconti a rinforzare un organico che in questo primo scorcio di stagione ha stentato e parecchio sul piano della compattezza di squadra. Si sono affrontate due formazioni con uno stato psicologico agli antipodi. Ha avuto la meglio Sassari, più determinata nel centrare l’intera posta anche per far valere il fattore campo che quest’anno non aveva influito positivamente come in passato.

Sassari sbanca e vince: 85-80 contro Trieste

Sempre al comando la Dinamo nei primi due tempi ed all’intervallo lungo Sassari ha 7 punti di vantaggio (44 a 37) grazie ad un Marshall infallibile (5 su 5 globale) e nonostante l’assenza di un “totem” come Thomas sotto le plance. Timida reazione ospite già nel terzo periodo, però il quintetto ospite non riesce mai ad impattare nonostante il pressing disperato. Oltre Marshall Jr. nel Banco bene anche Mcglynn, efficace da sotto misura, e Vincini, padrone dell’area colorata con 7 rimbalzi complessivi. Rivedibili i nuovi arrivati Pullen e Visconti: entrambi sono appena arrivati nel “team” ed hanno bisogno di ambientamento. Soprattutto il primo ha tuttavia mostrato potenzialità importanti nei pochi frangenti nei quali è stato utilizzato. Fra gli ospiti Ramsey è stato quello che ha avuto più continuità nelle realizzazioni, Toscano-Anderson e Markel Brown a corrente alternata. Ruzzier ha distribuito bene il gioco chiamando lo schema, ma non ha mai “scaldato” la mano dal perimetro come suo solito. 

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