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Il giorno nero del basket: «Assassini, non tifosi»  

Lo sfogo del presidente Petrucci dopo i tragici fatti di Rieti-Pistoia Disposti lutto e porte chiuse al club laziale per la morte dell’autista

Daniele GalossoDaniele Galosso

Pubblicato il 21.10.2025, 13:30

8 min

Non si può morire per una partita. Un fendente che lo sport italiano tenta vanamente di schivare dalla notte dei tempi. Tempi scanditi da un elenco di nomi, cognomi, volti in tragico e costante aggiornamento: quelle di Vincenzo Paparelli, Vincenzo Spagnolo, Filippo Raciti sono soltanto alcune delle generalità tristemente entrate nell’immaginario collettivo del Paese. L’ultima vittima della follia omicida - ultima almeno fino alla prossima tragedia - è il 65enne Raffaele Marianella, professione autista. Era seduto accanto al collega alla guida del pullman di tifosi del Pistoia che, domenica sera, è stato assaltato nei pressi del bivio di Contigliano, all’imbocco della Rieti-Terni, con pietre e mattoni. Uno di questi ha sfondato il parabrezza del mezzo e colpito in maniera letale Marianella, a pochi mesi soltanto dalla pensione. Quale mano abbia scagliato l’oggetto è quanto stanno appurando le indagini della squadra mobile della Questura di Rieti e della Digos. «Ma in circostanze del genere non si può parlare di tifosi di basket oppure di calcio: si tratta soltanto di assassini», la ferma posizione del presidente federale Gianni Petrucci

Rieti-Pistoia: chi sono gli aggressori 

L’episodio si è verificato poco dopo la conclusione di Rieti-Pistoia, sfida di Serie A2 durante la quale Polizia e Carabinieri erano già stati costretti a intervenire per sedare momenti di tensione sugli spalti. Terminata la partita e imboccata la via di casa da parte dei tifosi toscani, il fattaccio. Un agguato che ha coinvolto, secondo le prime ricostruzioni, una dozzina di ultrà del Rieti (che intanto ha annunciato di volersi costituire parte civile), diversi dei quali già noti alle forze dell’ordine: alcuni sono stati interrogati subito dopo la sassaiola, altri nella mattinata di ieri. Tre le persone fermate, nella tarda serata di ieri, dal procuratore capo Paolo Auriemma, che in giornata aveva aperto un fascicolo per omicidio volontario: si tratta di Manuel Fortuna, 31 anni, Kevin Pellecchia, 20, e Alessandro Barberini, 53, con ogni probabilità appartenenti al gruppo “Curva Terminillo” e riconducibili all’estrema destra. Gli investigatori hanno analizzato le telecamere poste lungo il tragitto che dal PalaSojourner porta al bivio della superstrada per Terni e i cellulari dei sospettati, da cui emergerebbero chat di Whatsapp con dettagli sulla pianificazione dell’agguato. Nella giornata odierna verrà eseguita l’autopsia, mentre l’esame del dna sul mattone che ha colpito Marianella all’altezza della trachea dovrebbe contribuire a fare ulteriore chiarezza. 

"Com'è possibile morire mentre si torna da una partita di basket?"

Nella giornata di ieri, intanto, si è tenuto un Consiglio straordinario della Federbasket in cui è stato disposto un minuto di silenzio e il lutto al braccio in tutte le gare di questa settimana, oltre alla decisione, in via cautelare, di far disputare le gare casalinghe della Sebastiani Rieti a porte chiuse fino alla chiusura delle indagini. Annullato anche il test tra la Nazionale del ct Banchi e la stessa Rieti che mercoledì avrebbe dovuto chiudere il primo raduno azzurro del nuovo corso. «Chiedo un segnale forte affinché le logiche delinquenziali non entrino nel basket e nell’intero sport», l’auspicio di Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, che ha partecipato all’incontro. «Condanniamo con fermezza quanto avvenuto: tutte le componenti devono lavorare per educare gli appassionati ad un tifo sano, sviluppando una cultura capace di valorizzare al meglio i principi dello sport ed isolando quei pochi che rischiano di sporcarne l’immagine», il pensiero di Maurizio Gherardini, presidente LBA. Sull’accaduto si sono espressi con parole di cordoglio e di condanna anche la premier Giorgia Meloni («Un atto di violenza inaccettabile e folle») e Andrea Abodi, ministro dello Sport: «Ma come è possibile morire mentre si torna a casa da una partita di basket?». Un interrogativo che, nelle ultime ore, ha travolto tutti.  

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