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Ellis: “Con Milano sarà dura ma i playoff…”

"La Nba? E come faccio a non pensarci, magari un giorno arriverà il mio turno. Da gennaio ci siamo ritrovati, ora c’è grande entusiasmo"

Federico Bettuzzi Federico Bettuzzi

Pubblicato il 13.05.2025, 13:00

5 min

Una Coppa Italia in bacheca, da MVP della manifestazione. Attestati di stima da più parti. Previsioni lusinghiere in ottica Draft NBA. Quinn Ellis è uno dei leader dell'Aquila Trento che, spiegate le ali, ha finora disputato una delle migliori stagioni in LBA. "Se devo dare un voto all'annata della squadra, direi 9 - commenta il play britannico, cresciuto tra Sicilia e Casale Monferrato prima di affermarsi in bianconero -. Abbiamo un gruppo incredibile che si è dimostrato davvero solido, con una chimica subito efficace. Abbiamo stabilito il nuovo record societario di punti in classifica nella regular season di LBA e questo è un risultato di cui andar orgogliosi. Il voto alla mia stagione? Dal 7 all'8: sono migliorato in diverse parti del campo, ora gioco stabilmente in cabina di regia e mi viene chiesto di dare una direzione alla squadra, di prendermi delle responsabilità superiori rispetto al passato. Ma so che non basta, devo continuare a lavorare duro ogni giorno perché il mio percorso è ancora molto lungo e sono ben lontano dall'essere un giocatore completo".

C'è stato un periodo dell'annata in cui avete accusato una crisi?

"Sì, tra Natale e gennaio. Complici alcune sconfitte tra campionato ed Eurocup, pensavamo di aver smarrito qualcosa nel nostro gioco. Specialmente l'inizio di gennaio è coinciso con un periodo particolarmente duro: ricordo alcuni ko in fila che potevano minare la nostra solidità. Eppure da lì abbiamo preso slancio per vincere la Coppa Italia, un successo che ci ha ridato energia e ci ha consentito di riprendere il filo con quanto fatto in precedenza. A dimostrazione che un calo di rendimento può capitare ma che eravamo nella direzione giusta".

Dopo il tabellone delle Final Eight c'è quello per lo scudetto: che aspettative avete?

"Entriamo nei playoff con grande entusiasmo. E sì, abbiamo anche alte aspettative. Prevedo una serie lunga e difficile contro Milano, d'altronde la combinazione tra la fisicità delle squadre e il calendario ravvicinato aumenta il tasso di difficoltà. Sappiamo tutti che i playoff sono un campionato diverso rispetto alla stagione regolare, non è solo un detto comune".

Avrete a disposizione qualche accorgimento, qualche arma in più da sfruttare?

"Sinora ci siamo basati su una transizione rapida per creare tiri aperti e situazioni di palla in movimento che favorissero i nostri giochi d'attacco. Immagino che Milano vorrà sfruttare la propria abitudine a difendere duro per toglierci la velocità. Quindi sarà fondamentale controllare i ritmi offensivi per poter determinare a cascata anche quel che avverrà sia in partita che nel corso della serie".

In tante risposte lei cita Milano. Quindi la domanda successiva riguarda l'Olimpia: cosa significa per lei?

"Semplicemente si tratta di un'avversaria forte, da rispettare. L'abbiamo già incontrata in stagione regolare (bilancio 1-1, dominio Trento all'andata e vittoria meneghina di stretta misura al ritorno, ndr) e in finale di Coppa Italia, sappiamo di cosa sia capace. Milano è campione uscente, ci sono cinque partite da disputare e io non vedo l'ora di scendere in campo. La pressione è avvertita sia da noi che dai biancorossi, sappiamo cosa c'è in palio".

In cabina di regia fronteggerà Nico Mannion, un play che ha già assaggiato la NBA: lei pensa mai a un futuro oltre Atlantico?

"E chi non ci pensa? La NBA rappresenta il sogno di tutti, l'approdo definitivo per qualunque giocatore. Chi può sapere cosa accadrà in futuro, magari un giorno arriverà il mio turno e mi giocherò le chances in America. Per ora preferisco restare concentrato su quel che devo fare, ossia allenarmi tutti i giorni, giocare duro, migliorare in tanti aspetti del mio gioco".

Se dovesse eleggere l'avversario più pericoloso da fronteggiare nei quarti di finale, chi nominerebbe?

"Bella domanda. Milano è ricchissima di elementi di talento: penso a Mirotic, a LeDay, a Brooks, a Shields, tutti giocatori che possono cambiare improvvisamente l'andamento di una partita con talento ed esperienza. Come ho detto prima, il nostro obiettivo sarà controllare il gioco, consapevoli del fatto che possiamo vincere questa serie. Lo dico: siamo giovani e affamati, la Coppa Italia non ci ha saziati ma ci ha fatto capire che possiamo davvero competere con chiunque".

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