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Nba Europe, l’Italia vota  a favore

Petrucci: "Un sogno con Milano e Roma". Eurolega, parla l’ad: "Serve l’unione fra tutte le parti"

Piero Guerrini Piero Guerrini

Pubblicato il 29.03.2025, 13:00

5 min

Da giovedì la Nba d’Europa è un po’ più realtà. Per la gioia di Fiba e delle federazioni nazionali, tanto che la federazione internazionale avrebbe già accettato l’idea delle licenze pluriennali (12) e anche di franchigie nuove, legate al mondo del calcio senza che abbiano tuttora una sezione basket. Infatti la Nba ha contatto il Paris Saint Germain e il Manchester City. Mentre hanno già il basket Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Maccabi (però non interpellato, pare) in modo indiretto Fenerbahce, Olympiacos, Panathinaikos. Chiaro il gioco di Fiba che intravvede uno sviluppo potenziale del movimento e del mercato, ma che punta anche a isolare l’Eurolega. Ma anche l’Eurolega è disponibile al dialogo e vuole sedersi al tavolo. Puntando sul fatto che tutti i più grandi team siano nella sua competizione e che abbiano le licenze. D’altro canto molte delle stesse 13 franchigie non hanno ancora controfirmato il rinnovo.

Big alla finestra

Di sicuro il Real Madrid che ha sempre avuto l’ambizione di entrare nella Nba quando sarà il momento e i trasporti lo permetteranno. Ma non solo: praticamente tutte le big sono alla finestra, aspettano l’evoluzione degli eventi. E crediamo che tra queste ci sia anche l’Olimpia Milano di Armani, per quanto non ci siano notizie in merito. Dicevamo delle federazioni nazionali favorevoli, anche se il merito sportivo, cioè promozione e retrocessione sarebbero determinate da una seconda coppa (La BCL di Fiba). Anche la federazione italiana è da quella parte, peraltro intrattiene già rapporti diretti con Nba attraverso l’attività Under 13 nazionale.

Le parole di Petrucci

Perciò ieri il presidente Fip Giovanni Petrucci lo ha confermato al Gr1 di Radio Rai: «Sono ovviamente favorevole. La Nba è il sogno di tutto il mondo. Quando si muove un monumento simile, è evidente che una federazione non può essere contraria, non avrebbe neanche la forza di fermarlo. Sulla carta è affascinante, vediamo quando partirà. Ci guadagnerebbe la popolarità del basket, l’immagine, il seguito che può avere in Spagna, in Francia, In Grecia e in Italia». Dunque non un’ipotesi fantascientifica, nemmeno che parta già dal 2026/27: Si dice con Milano, ma anche una neonata Roma. «Fantascienza non è mai quando si vuole una cosa. Milano è un monumento, come lo è Armani e tutto lo staff. Roma è la capitale d’Italia, è conosciuta in tutto il mondo. Oggi ci sono due squadre nelle serie inferiori che stanno lavorando bene come Luiss e Virtus Roma. Peraltro, ci sono sempre voci di possibili acquirenti. Sarebbe davvero un bel sogno vedere Milano e Roma».

Le parole dell'ad dell'Euroleague

Ma come detto c’è anche Euroleague, con Uleb, pronta a collaborare. Ne ha parlato l’amministratore delegato Paulius Motejunas in Francia, al quotidiano L’Équipe: «Non credo che la conferenza stampa di Adam Silver, presente il gretario Fiba Zagklis, sia stata una dichiarazione di guerra. Consideriamo positivo che la Nba voglia esplorare ancora di più questo mercato con l’aiuto della Fiba. Conosciamo questo territorio, abbiamo la miglior fanbase, le migliori squadre, la cultura più consolidata. Vedremo cosa verrà fuori da questa esplorazione annunciata. Non ci sembra siano stati fatti annunci chiari sul progetto nel lungo periodo. Penso che l’unione fra le parti sia l’unico modo. Quando si parla di squadra, di grandi nomi, non riesco a pensare che questo campionato non preveda la nostra presenza. Non possiamo parlare del miglior prodotto possibile senza le squadre di EuroLeague, i tifosi, i mercati, la cultura, la storia. Siamo sempre pronti a sederci a un tavolo per discutere ed esplorare assieme la soluzione migliore per offrire a tutti un prodotto ancora migliore. Mi ha solo offeso che la parola Euroelague non sia stata pronunciata. Comunque nessuno da Euroleague ha comunicato la volontà di lasciare la nostra lega. Tony Parker ci ha detto di essere stato interpellato». C’è un altro problema, l’assenza di impianti con standard graditi ala Nba in alcune città. Come Roma, ma di fatto anche Milano. Di sicuro un passo avanti è stato compiuto. Si attende l’evoluzione dopo il parere favorevole delle franchigie Nba al progetto del commissioner Adam Silver.

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