Dan Peterson, l’esempio del coach non è più applicato

Il basket comunica poco: deve anche andare nelle scuole, nelle piazze reali e virtuali non frequentate dai propri appassionati, dai già adepti

Piero GuerriniPiero Guerrini

Pubblicato il 03.04.2023, 15:48 (Aggiornato il 03.04.2023, 15:54)

3 min

Ha ragione Dan Peterson a rimpiangere il ritiro prematuro dalla panchina. Aveva 51 anni, era già leggenda, ma avrebbe potuto regalare ancora tanto. Intanto aveva già trasmesso ai canestri italiani messaggi importanti, in campo e fuori. E soprattutto quelli non tecnici sono stati dimenticati. Peterson è un professore di comunicazione e non soltanto per le telecronache, il linguaggio originale, i neologisimi. Peterson ci aveva lasciato intendere (nei tempi di Milano-Roma e non solo con la fattiva collaborazione di Valerio Bianchini), che per allargare il bacino e diventare un business ancora più grande, il basket aveva bisogno di personaggi. E personaggi ce n’erano. Ora, con la comunicazione che ci avvolge 24 ore su 24, il basket comunica poco. Esempio: da un po’ di tempo le società mandano in conferenza stampa gli assistenti allenatori, talvolta alla vigilia di gare chiave. L’intento è nobile, far conoscere chi lavora lontano dai riflettori. Ma si esagera. C’è di più: prevale la comunicazione diretta, non mediata. Ci chiediamo e chiediamo agli interessati: come possono nascere allora i personaggi, come si possono conoscere per davvero le storie, andare oltre la narrazione propria e diretta? Il basket deve anche andare nelle scuole, nelle piazze reali e virtuali non frequentate dai propri appassionati, dai già adepti. La Nba che Peterson ha raccontato per primo ha conquistato il mondo, occorrono idee alternative Questo campionato interessante può essere sfruttabile, è stato dimostrato in Coppa Italia da una città non di Serie A che come noto ospiterà ancora le finali. Ora comincia una nuova stagione, Milano e Virtus hanno pagato per l’ultima volta le distrazioni europee, possono pensare a mettere benzina nel motore per i playoff. Continuando però a guardare la classifica perché Tortona dopo aver ricevuto la visita di Petrucci e del ct Pozzecco alla Cittadella dello Sport in costruzione, ha appaiato l’Olimpia. Sempre più interessante e calda la lotta per salvarsi, con 6 squadre di nuovo appaiate all’ultimo posto. Due scenderanno. E molto probabilmente si arriverà all’ultima giornata. Cosa desiderare di più?

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