Quegli eroi dello sport morti per l'Ucraina
Giorno dopo giorno, il sito Sports Angel aggiorna l'elenco: nome, cognome, età, disciplina praticata, località dove le atlete e gli atleti ucraini sono morti combattendo contro i russi o sotto i loro bombardamenti. Sono oltre cento. La piattaforma web è stata lanciata poco dopo lo scoppio della guerra da Olga Saladukha, 39 anni, deputata alla Verchovna Rada, il Parlamento, ex triplista, oro ai Mondiali 2011, bronzo ai Giochi di Londra 2012, campionessa europea nel 2010, 2012 e 2014. A un anno e due giorni dalla barbara aggressione putiniana, anche il bilancio dello sport ucraino è tragico. Gli eroi caduti sono oltre cento. Gli ucraini li chiamano i martiri dello sport. Fra loro, Mykopla Zabavchuk (kickboxing), Maksym Shvets (rugby), Vasyl Paveliev (strongman), Volodymir Ulianytsky (nuoto), Vitaly Lysun (allenatore di pallanuoto), Daria Kurdel (ginnasta), Serhiy Balanchulk (ex calciatore Dinamo Kijv). E ancora: Ihor Sukhykh, ex calciatore dell'Ato-Irpin, ucciso a Irpin dopo avere aiutato 20 abitanti a lasciare la città sotto un bombardamento; Andryi Kotovenko, 39 anni, campione di powerlifting (sollevamento del massimo peso in tre esercizi: squat, panca piana e stacco da terra); Aljna Perehudova, 14 anni, sollevatrice di pesi, uccisa sotto un bombardamento a Mariupol come Kateryna Diachenko, 11 anni ginnasta; Lyudmila Chernetska, uccisa da un razzo che ha distrutto il palazzo dove abitava al quarto piano, insieme con il marito Bohdan: Lyudmila aspettava un bambino.
L'impegno di Shevchenko
Le cronache del conflitto sono spaventose, il coraggio degli uomini e delle donne dello sport ucraino ne esalta le figure e la grandezza morale. Gli attacchi russi hanno distrutto oltre duemila impianti, dagli stadi alle palestre, ai centri d'allenamento, alle piscine. Quando Andryi Shevchenko è arrivato a Irpin e ha visto i bambini giocare a pallone fra i crateri aperti dalle bombe, ha deciso che avrebbe fatto di tutto per ricostruire il loro stadio. Diventato testimonial planetario di United 24 Onlus, l'organizzazione che in tutto il mondo raccoglie fondi e aiuti per gli ucraini, il Pallone d'Oro 2004 ha trovato nella Fondazione Milan, in Giorgio Armani e nella Lega A i preziosi alleati perché l'impresa possa essere realizzata: 350 mila gli euro finora raccolti dall'ente rossonero che, proprio nei giorni scorsi, ha celebrato i vent'anni della sua attività al servizio di chi soffre. Il videomessaggio del presidente Volodymir Zelensky non è arrivato a Sanremo, ma ha raggiunto l'evento milanista: "Lo scorso anno è stato uno dei più difficili nella storia dell'Ucraina, ma il nostro destino è vincere. E l'Italia vincerà con noi e con tutti coloro che sostengono il nostro popolo e la nostra lotta. Grazie a tutti voi per l'aiuto, ringrazio l'intera comunità italiana, il Milan e tutti gli altri club per il loro continuo supporto all'Ucraina nella nostra lotta per la libertà". Sheva, commosso, ha soggiunto: "Da un anno il mio Paese è in guerra e per il mio popolo, il Milan e Fondazione Milan sono stati veri amici. Il messaggio di solidarietà che hanno inviato ha avuto un effetto incredibile, abbiamo capito di non essere soli. Vogliamo che i bambini tornino a giocare a Irpin. Ci torneranno”.
Maldini, Bubka e Pozzecco
E Paolo Maldini: "Andryi, condividiamo la tua emozione. Fondazione Milan si dedica soprattutto al territorio italiano, ma guarda anche a tutto il mondo e quella ucraina è in assoluto un'emergenza che abbiamo voluto affrontare". Da quel 24 febbraio 2022, la solidarietà dello sport italiano per l'Ucraina è stata immediata e a tutto campo. La più concreta, la più massiccia. Dieci mesi fa, il leggendario Sergej Bubka, all'epoca presidente del Comitato Olimpico di Kjiv, si presentò personalmente al Foro Italico per ringraziare il nostro Paese di avere accolto 500 atleti connazionali. Giovedì scorso, a Livorno, davanti a ottomila spettatori, l'Italbasket di Pozzecco e l’Ucraina si sono affrontate in una partita valida per le qualificazioni mondiali che gli azzurri si sono già guadagnati. Prima dell’inizio, i cestisti del ct Bagatskis, avvolti nella bandiera azzurra e gialla, hanno ascoltato l'inno nazionale in un'atmosfera di generale commozione: le lacrime degli ucraini, gli occhi lucidi di Petrucci, Pozzecco, degli spettatori. Nulla come lo sport può lanciare gesti di fratellanza e solidarietà. Ritornano alla mente le parole di Shimon Peres, Premio Nobel per la pace: "Nello sport si vince senza uccidere, in guerra si uccide senza vincere".
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19 Prezzo standardRisparmi il 53%€ 9,00al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29 Prezzo standardRisparmi il 34%€ 19,00al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,00al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Da non perdere
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sui temi che più ti interessano e utilizzare al meglio i servizi di Tuttosport. Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto per vivere al meglio il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS


