
Goggia, una supergigantessa
Non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Sofia Goggia torna a vince in pista, ma lo fa anche al microfono, quanto spiega la faccia così così al traguardo di Soldeu, in attesa della tedesca Emma Aicher, che stavolta le sta dietro, anche se per appena 24 centesimi. “Non pensavo di essere prima, perché sul muro un paio di sgarruppate le ho date”. Tradotto, se vogliamo: grattate, frenate. Decisamente più coinvolgente sgarruppate. D’altronde che il ritorno alla vittoria, la seconda stagionale e sempre in superG dopo la cavalcata di inizio dicembre in Val d’Isère, sia molto significativo per Sofia, lo dimostra anche l’esultanza all’arrivo al traguardo della tedesca, sempre più in rampa di lancio per diventare la regina globale delle prossime stagioni. Trionfo pesante, il 28° di Coppa in carriera (9° nella specialità) con il podio numero 68 (-1 da Gustavo Thoeni), che la porta più vicina alla prima sfera di cristallo non di discesa, con un pettorale rosso sempre più incollato alla sua tutina azzurra (+84 sulla neozelandese Robinson, ieri settima) con due gare da disputare: domenica in Val di Fassa e alle finali di Lillehammer. “Sono davvero contenta, ho fatto una bella gara nel complesso, all’interno di un weekend molto solido” afferma Goggia, che ha fatto la differenza sulle quattro porte dei curvoni della parte centrale della pista andorrana Aliga, la sezione tecnica nella quale l’unica a tenere il suo passo è Federica Brignone, ottava al rientro dopo la straordinaria doppietta olimpica. “Ho fatto una gran gara, tutta all’attacco anche nei due punti dove era necessario stare più attenti. Tatticamente ho cambiato approccio all’ingresso sul muro e ha pagato”. Come il lavoro tecnico di questi anni, forse un po’ a scapito della velocità pura.
"La coppa di specialità è il sogno"
“Il feeling speciale col superG? È una stagione particolare - continua giustamente a sentirsi discesista Sofia, unica a salire sul podio in tre Olimpiadi consecutive -. Sono partita bene anche in discesa tra St.Moritz e in Val d’Isère senza quella spigolata avrei vinto. Poi nelle due gare di gennaio ad Altenmarkt e Tarvisio non avevo molte chance, ma è arrivato il bronzo olimpico e il terzo posto qui venerdì, dove ho perso tutto nelle prime due porte. In superG, un connubio tra velocità e tecnica, ho fatto un percorso legato al gigante che negli ultimi anni mi ha dato maggiore solidità”. E la classifica di specialità lo conferma. “Ho recuperato più punti di quelli persi sabato, ma c’è da rimanere sul pezzo: domani ripartiamo già verso la Val di Fassa e ci saranno tante gare nel giro di poche settimane. La coppa di specialità rimane un sogno e mantengo la concentrazione giorno per giorno per provare a realizzarlo”. Da venerdì si gareggia su La Volata: due discese e un superG, con due giorni di prove prima.
Brignone, il duro rientro della tigre
Ci andrà anche Brignone, che continua a vivere nel dolore e alla giornata, ma a godere nel fare quello che ama (sciare) e a far godere chi la guarda per curve opere d’arte. Peccato che, un po’ per lo stop post Giochi, un po’ per il ritorno in pista più complicato del previsto, la valdostana accumuli praticamente tutto il ritardo finale (99 centesimi) nella parte alta. Specie sul salto che immette sul piano. “Ho corretto la linea prima e ho sbagliato - spiega -. Ho poca confidenza e allenamento, avendo ancora paura di sentire fitte negli atterraggi. Peccato, rimane una bella gara, ma non sono riuscita ad esprimermi al mio livello. Pazienza, sto facendo ciò che mi piace e sono tranquilla, anche se questa settimana è stata tosta. Contenta di essere qui e stare con le ragazze. La presenza a Passo San Pellegrino? Vediamo”. Difficilmente disputerà tutte le prove e le tre gare. Infine un’altra conferma: Laura Pirovano. La trentina resta sempre in top5, ma non riesce a mettere gli scarponi sul podio. “Ho sciato meglio di sabato, anche se quando la pista è rovinata mi manca la fiducia. Sono molto orgogliosa di essere sempre tra le prime, manca sempre quel pizzico e continuerò a provarci ogni giorno. Ora non vedo l’ora di essere in Val di Fassa”.
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