
Brivido Franzoni, Casse va veloce
La “Piste Nationale” di Crans Montana ha abbracciato la Coppa del Mondo di sci alpino maschile con l’unica prova cronometrata prima della discesa odierna (ore 11 e diretta tv su Rai 2 ed Eurosport), offrendo indicazioni interessanti e qualche brivido di troppo. In una mattinata caratterizzata da condizioni meteo complessivamente buone, la prova ha messo in evidenza un tracciato esigente, ricco di dossi e variazioni di pendenza, capace di fare selezione e di premiare chi ha saputo interpretarlo con decisione. Il miglior tempo è stato fi rmato da Mattia Casse, autore di una prestazione solida e intelligente, senza forzare oltre il necessario, ma mostrando grande confidenza soprattutto nei tratti più tecnici.
Le parole di Casse
L’azzurro ha preceduto il canadese Cameron Alexander di 0"38 e lo statunitense Ryan Cochran-Siegle di 0"52. «Sono riuscito a fare abbastanza bene dei passaggi che qualcuno ha interpretato sulle uova. Non è facile correre sotto pressione, ma tutto sommato è stata una buona prova. Questa è una pista molto movimentata, con tanto lavoro da fare e un terreno da conoscere», ha dichiarato il piemontese. Buoni riscontri anche per Florian Schieder (6°), apparso fluido e in controllo, mentre Dominik Paris (12°) ha utilizzato il training soprattutto per testare linee e materiali, senza cercare il limite assoluto. I riflettori, però, si sono accesi in particolare su Giovanni Franzoni. Il vincitore della Streif di Kitzbühel ha vissuto una prova complicata (33°), macchiata da un errore importante nella parte centrale che lo ha portato letteralmente ad “appoggiarsi” alle treti di protezione. Un passaggio che ha immediatamente richiamato alla memoria le immagini iconiche di Bode Miller a Kitz nel 2008, quando il fenomeno statunitense finì con lo sci sinistro sugli striscioni pubblicitari sopra le reti, riuscendo incredibilmente a rimanere in piedi e a proseguire la propria azione.
Così Franzoni
Anche Franzoni, pur perdendo molto tempo, è riuscito a rimettersi in carreggiata, risultando veloce nella parte alta e nel finale, segno di una sciata ormai competitiva su ogni tipo di tracciato. «È una pista con molti dossi, sto imparando a lavorarli e a gestirli. Sono rimasto lucido fi no alla fi ne nonostante l’errore che mi ha portato a mettere gli sci sulle reti. Mi manca ancora un po’ di esperienza per leggere la gara in base alla velocità, ma nei settori in cui non ho sbagliato mi sono comportato bene e questo mi dà fiducia», ha spiegato il bresciano. L’Italjet esce dunque dal training con sensazioni positive, consapevole di avere più carte da giocare in vista della gara, ultima prima delle Olimpiadi di Milano Cortina. Ci si aspetta lo squadrone svizzero sugli scudi, guidato da Marco Odermatt e Franjo von Allmen, primo e secondo della classifica di specialità. Assenti illustri l’austriaco Vincent Kriechmayr e il norvegese Adrian Smiseth Sejersted.
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