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“Giada D’Antonio abbatte i luoghi comuni"

Rosolino applaude la convocazione per i Giochi della 16enne D’Antonio  

Pubblicato il 28.01.2026, 13:30

4 min

“La seguirò e farò il tifo per lei. Lo vedo come uno spot per lo sport in generale. Siamo abituati a luoghi comuni, questa scelta li abbatte”. Massimiliano Rosolino, lo scugnizzo che ha guidato il primo boom del nuoto con l’oro olimpico nei 200 misti a Sydney 2000 e portato Napoli nel mondo, applaude la scelta della federsci di convocare la conterranea Giada D’Antonio alle Olimpiadi nonostante i 16 anni e il fatto che abbia disputato appena tre gare di Coppa del Mondo senza qualificarsi per la seconda manche. Traguardo sfiorato (1 centesimo) domenica nello slalom di Spindleruv Mlyn. Non è questione solo di un talento che i tecnici reputano purissimo (a 9 anni vinceva i campionati italiani di categoria), come quello della 17enne altoatesina Anna Trocker, ma di dare un segnale forte a livello politico e culturale. “Certo, da noi a livello di sport invernali non tutti i bambini sono come quelli austriaci” afferma Rosolino, “but ci sono tanti napoletani che vanno a scuola sci e si catapultano su quello che è il sogno di raggiungere l’eccellenza. È bello vedere che arriva un’atleta giovane pronta a sognare in grande. Quando te la sudi un po’ di più è quasi più semplice. Sarà da stimolo per tanti ragazzi”. Giada, che gareggerà nello slalom del 18 febbraio e probabilmente prima nella nuova combinata a squadre (una discesista e una slalomista) per rompere il ghiaccio, in questi giorni è protetta da mamma Sandra Cabezas Gonzalez, un’ex modella figlia di un ecuadoriano e una colombiana che l’ha seguita da ottobre a Predazzo. Lì baby D’Antonio (papà Flavio, dentista con passione per lo sci e casa a Roccaraso è rimasto a San Sebastiano al Vesuvio) frequenta l’Istituto Tecnico Economico con indirizzo in amministrazione, finanza e marketing.

"Realizzato un sogno"

Della sua storica convocazione (prima napoletana negli sport invernali, la più giovane della spedizione di Milano Cortina) parla con emozione Stefano Romano, il presidente dello Sci Club Vesuvio, la sua società. “Con l'esordio in Coppa del Mondo abbiamo realizzato un sogno, con la convocazione ai Giochi siamo andati oltre l'inimmaginabile. Giada è talmente giovane che se anche la scelta non fosse la migliore, è ininfluente, perché c'è tutto il tempo di sbagliare. Sicuramente i tecnici avranno avuto le loro motivazioni”. Inevitabile il confronto con Lara Colturi, la figlia d’arte piemontese che tre anni fa, 16enne, ha scelto l’Albania come scorciatoia. “Giada non ha fatto nessun percorso particolare, non come Lara che è stata fin da piccola professionalizzata. Io l’ho sempre lasciata fare con la sua squadra senza oppressione ed esasperazione, nella normalità”. Romano racconta la Napoli sugli sci. “Nel 2015 partimmo con un progetto che si chiamava “Un napoletano in Coppa del Mondo”. Ci deridevano... Il 28 dicembre ha realizzato questo sogno, ma non c’è solo Giada. Due anni fa un nostro ragazzo ha vinto il Pinocchio nazionale, due fanno gare Fis. C'è un movimento e ci auguriamo con Giada dica a tutti che si può diventare sciatore anche dal Sud”.

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