
Vonn spinge Goggia frena. Non c’è match
Lindsey Vonn fa la Miciona (copyright Goggia) e continua a stupire sé stessa e il mondo intero. Coraggio, classe, un curvone piede destro per fare la differenza in una discesa non solo mini, ma disputata più su un toboga di cumuli di neve che su una pista da Coppa del Mondo e con scarsa visibilità. A scapito delle sicurezza, tant’è che c’è chi paga dazio. Proprio una pupilla della fedesci austriaca che fa il bello e (ieri soprattutto) brutto tempo quando gareggia in casa, come ad Altenmarkt. Magdalena Egger, martoriata dagli infortuni dopo i sei titoli mondiali a livello junior ma tornata a volare quest’anno col primo podio (seconda proprio dietro Vonn) nell’esordio a St.Moritz, finisce nelle reti procurandosi la rottura del legamento crociato anteriore e la lesione del collaterale al ginocchio destro. Addio Olimpiadi, stagione finita. Quello che chiaramente voleva evitare Sofia, anche perché siamo in piena “zona Goggia”, il gennaio che troppe volte l’ha vista rompersi. Anche quattro anni fa, quando fu protagonista del miracolo dei 23 giorni d’argento a Pechino 2022. Con una discesa di fatto senza prove, dopo tre giorni di nevicate (compreso ieri) e il percorso ulteriormente accorciato a poco più di un minuto, partendo dal piatto, la bergamasca ha deciso di non premere sull’acceleratore. Forse per la prima volta è partita già sconfitta, considerando un successo arrivare sana in fondo. Risultato? Tre azzurre in top10 (Pirovano 4ª, Nicol Delato 9ª, Curtoni 10ª), lei 17ª a un secondo dall’amica-rivale.
Un brusco stop nella corsa alla coppa di specialità (ora è quinta a -184)
"Tutto come previsto - sorride amara Sofia -. La neve era morbida e dovevi sciare come una… miciona. Gara oltre i limiti? La volevano portare a casa e così è stato, ma appena della linea ti ritrovavi in neve fresca. Con molte atlete c’eravamo dette che preferivamo posticipare la gara o recuperarla altrove. Anche Lindsey era di questo avviso. Poi bisogna sciare forte in tutte le condizioni e onore a lei che rivince". L’americana, che esaltato più per il terzo posto dell’amica Jacqueline Wiles che per il suo 84° successo in Coppa (45° in discesa, -2 da Stenmark), il secondo del ritorno a 41 anni e dopo quasi sei di stop e una semiprotesi al ginocchio, dà ragione a Sofia. "Ci avevano assicurato che il tracciato era sicuro ma insomma, non c’erano le migliori condizioni di sicurezza". Ma intanto, per di più reduce dall’influenza, scrive un’altra pagina di eternità. Per la foto della felicità deve invece ancora aspettare Laura Pirovano, la più regolare delle azzurre (3ª nella classifica di specialità) ma sempre ai piedi del podio: quarta a 15 centesimi dall’obiettivo mancato in Val d’Isére (5ª) per appena 6. "Era una gara che della discesa aveva ben poco. Sono riuscita ad interpretarla abbastanza bene e sono contenta, anche se ancora una volta ad un passo dal podio. Diciamo che è un quarto posto un po’ meno amaro del solito. Speriamo che per il superG ci siano condizioni migliori". Le previsioni non concordano. Lo scopriremo stamane.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19 Prezzo standardRisparmi il 53%€ 9,00al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29 Prezzo standardRisparmi il 34%€ 19,00al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,00al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sui temi che più ti interessano e utilizzare al meglio i servizi di Tuttosport. Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto per vivere al meglio il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
