
Vinatzer, che spreco! A Campiglio è... Noel
Il paradiso può attendere, l’Italia dello slalom resta Godot. Tanto più a Campiglio. Alex Vinatzer non fa saltare come sognato il banco sul mitico Canalone Miramonti tirato a lucido, perfetto per dare chance anche ai pettorali più alti, come dimostrano molti inserimenti, il 2° posto dell’emergente finlandese Eduard Hallberg (era in testa a metà gara, già a podio in casa a Levi) col 21 e la top 5 del norvegese Solgerg col 33. Ma la grandeurè francese. Il campione olimpico Clement Noel chiude i conti con Campiglio (due podi nel 2020 e 2023 e una vittoria buttata all’ultima porta nel 2021) con la 15ª perla in carriera, Paco Rassat (il re di Gurgl) gli fa da paggetto sull’ultimo gradino in una classifi ca cortissima nella quale c’è pochissimo azzurro. L’atteso Alex Vinatzer parte fortissimo (miglior primo intertempo e di un bel po’), si presenta a metà della prima manche ancora con la luce verde, ma poi inforca nettamente sull’entrata dell’ultimo muro, una porta con la base del palo rosso cieca, ma l’errore tattico è evidente. Troppa voglia di tagliare direzione, prendere spazio.
Le parole di Vinatzer
«Sono partito con il piede giusto, ma nel secondo muro ho perso il ritmo e ho cercato di prendere velocità nella lunga successiva - racconta -. Sul dosso ho voluto forse essere troppo preciso e sono stato troppo stretto, inforcando. Mi dispiace tantissimo: con tutta questa gente e su questa pista che tiene così bene era davvero possibile fare un bel tempo. Sì, fa male». Già, l’occasione era ghiotta. E se è vero che ci sono ancora quattro gare in questo gennaio dello slalom che porta a Milano Cortina 2026 (sci uomini a Bormio), ai Giochi bisogna arrivarci con un buon pettorale e se non si fanno i risultati il primo gruppo dio merito resta una chimera. Come l’agognata vittoria per l’Italia dei pali stretti. In assoluto, con un’astinenza che dura da nove anni (gennaio 2017: Manfred Moelgg a Zagabria), e addirittura venti a Campiglio (dicembre 2005 con Giorgio Rocca, anche allora a ridosso delle Olimpiadi nostrane, quelle di Torino 2006), con l’ultimo dei tre trionfi di Alberto Tomba nella 3Tre datato ormai trent’anni. Solo due azzurri accedono alla seconda manche, nelle retrovie. Ed entrambi peggiorano la sciata.
Le dichiarazioni di Canins
Matteo Canins, alla prima qualifica in carriera (25° col pettorale 50) arriva 21° ma ultimo per 9 ritiri. Tommaso Sala (19°) è sempre sotto ritmo. «Dispiace, ci tenevo per il pubblico italiano - racconta il milanese rientrato dall’infortunio al ginocchio di un anno fa -. Quello che posso assicurare è che darò tutto in questo mese e spero di portare a casa qualcosa di grande. Anche Vinatzer ha sciato forte in alto. È una buona Italia. Vedrete, in questo gennaio ci divertiremo». Speriamo. Ora Adelboden, per un’altra classicissima (sabato gigante e domenica slalom), mentre le donne da oggi fanno scattare il cronometro nelle prove di Altenmarkt, in Austria, anche se le previsioni meteo mettono a rischio il programma che prevede sabato discesa e domenica superG. Un altro atto della sfi da Goggia-Vonn che profuma già di Cortina, Olimpiadi.
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