
Gigante Vinatzer ci riporta sul podio
Il gigante è diventato davvero gigante. E l’Italsci può di nuovo sognare la fine di un lunghissimo tunnel. Il corazziere Alex Vinatzer a 26 anni trova la sua stabilità prepotente sugli sci più lunghi delle porte larghe, frutto di un percorso iniziato tre anni fa dopo (e durante) il voglio ma non posso sugli attrezzi da slalom. Appena 165 cm che da junior l’hanno portato ai vertici mondiali e fatto sognare un nuovo Tomba con tre podi e il bronzo ai Mondiali di Courchevel 2023 dopo il legno di Cortina 2021, ma anche tante delusioni. Specie i due ritiri olimpici di PyeongChang 2018 e Pechino 2022. Invece in questa stagione che profuma intensamente di cinque cerchi, quelli di Milano Cortina (con sci maschile a Bormio), Alex oscura le delusioni con gli sci corti (ritirato a Levi, 19° a Gurgl) con un crescendo in gigante che a Beaver Creek lo porta per la prima volta sul podio di specialità. Da decimo a secondo, sfruttando con grande aggressività la tracciatura di Peter Fill fino a mettere a rischio anche la “solita” vittoria di Marco Odermatt (49ª, quarta su sei gare quest’anno), che mantiene 23 dei 131 centesimi di vantaggio collezionati nella prima manche.
"Mi porto via sensazioni bellissime"
"Sapevo di avere qualcosa da giocare - racconta Vinatzer -. Ho provato a spingere senza paura, prendendomi qualche rischio. Mi sentivo molto veloce e capivo che tutto stava andando per il verso giusto. Una grandissima soddisfazione alla quale stavo lavorando da molto tempo. Porto via dagli Stati Uniti sensazioni bellissime e spero di portare questo flow anche per le gare europee". L’Italgigante, che negli ultimi dieci anni ha contato i podi sulle dita delle mani, può così pensare di cancellare l’astinenza dalla vittoria che manca dal febbraio 2012 (Blardone a Crans-Montana). Ancora più importante perché parliamo della disciplina chiave per la velocità, la base dello sci moderno. Una svolta per Vinatzer, 8° a Soeden e 5° a Copper. Una regolarità che porta l’altoatesino a ridosso del podio della classifica di specialità e nel primo gruppo di merito (perso da Luca De Aliprandini saltando). E sabato in Val d’Isére avrà l’occasione per crescere ancora. E domenica ritrovare lo slalom.
Goggia ancora rattrappita
E nella domenica nordamericana santificata al gigante c’è anche la conferma di Lara Della Mea nel bis di Tremblant, in Canada. Un’altra top10 (9ª recuperando 12 posizioni: «Sono sulla strada giusta»), con Sofia Goggia ancora rattrappita (11ª «senza infamia e senza lode») ma con la prospettiva delle “sue” gare. Mercoledì disputerà la prima prova dell’esordio della velocità a St.Moritz. Asja Zenere invece fa il gambero. Sogna il suo primo podio (4ª a 12 centesimi dall’americana O’Brien, poi saltata), ma paga la tensione e finis c e 13ª: "Non era facile ritrovarsi in quella posizione di classifica. Sono contenta comunque di essere arrivata nelle quindici, devo insistere". In un’Italdonne orfana di Brignone e Bassino va bene così, anche se la specialità sembra decisamente affare di Robinson e Scheib, con Hector e Shiffrin che però respirano aria di Giochi. Deve riposare invece Lara Colturi, 15ª al termine di un tour de force.
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