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Odermatt dittatore. Paris, la velocità c'è

Domme 6° con i soliti errori tecnici: "Non solo lontano, arrivano nevi e piste per me. Oggi il Super G"

Giorgio PasiniGiorgio Pasini

Pubblicato il 05.12.2025, 13:30

4 min

Dove eravamo rimasti? Dove ripartiamo. Marco Odermatt è il padrone assoluto dello sci maschile e si conferma re anche della discesa, così come Dominik Paris resta la vera briscola da giocarsi alle Olimpiadi sulla Stelvio di Bormio ma anche in difficoltà quando si deve piegare, fare girare gli sci lunghi facendo poca strada e incidendo meno. Le caratteristiche del 28enne svizzero di Stans (Caton Nidvaldo, lingua tedesca) che invece delle lamine sembra avere bacchette magiche e cancella subito il passo falso (uscita) nel gigante di Copper con la terza vittoria su quattro gare disputate quest’anno, e in altrettante discipline (gigante a Soelden, superG a Copper). "Meglio di così non potevo iniziare, ma il vero obiettivo della stagione è la discesa olimpica. Non solo il mio, però. E prima ci sono tante gare" sorride Odi, vincitore delle ultime 4 Coppe (con 8 di specialità), che su una Birds of Prey deformata (partenza sul piatto più basso e traguardo rialzato senza striscione, quindi togliendo le ultime pieghe e salti: un minuto e mezzo con poche difficoltà) fa comunque la differenza nell’unico parziale tecnico, scavando un solco tra sé e la concorrenza. Compreso Paris, che sul tratto che da sempre non digerisce paga 83 centesimi dei 92 complessivi. Peccato e allo stesso tempo buon auspicio. «Per essere la prima discesa su una pista dove ho fatto sempre fatica è un buon risultato - il commento al 6° del 36enne altoatesino, da podio negli ultimi tre settori -. Non sono lontanissimo e questo è positivo. Ora si torna in Europa, dove sarà un’altra storia». Neve (non aggressiva e tenera come quella americana) e tracciati più graditi. Prima, maltempo permettendo, c’è il superG odierno, riprogrammato alle 19.15 con domani riserva.

Occasione di riscatto per gli altri azzurri

Più che Florian Schieder (14° a 1”47 con un errore al cambio di pendenza: «Un inizio discreto sul quale si può lavorare»), per Mattia Casse, che invece paga 1″89 con più d’una incertezza, e Guglielmo Bosca che (acciaccato a un ginocchio) supera la prova psicologica della pista dell’infortunio (perone rotto) di un anno fa (32° a 2″44) usando la discesa come test per la disciplina a lui più congeniale. A punti invece Giovanni Franzoni col pettorale 48 (29° a 2″28). Una buona notizia. Dalla Svizzera invece arriva l’ennesima brutta notizia dall’universo femminile dello sci. Dopo Marta Bassino, l’americana Machuga e Lara Gut-Behrami, si fa male anche l’altra elvetica Corinne Suter, campionessa olimpica della discesa (Pechino 2022 davanti a Sofia Goggia) che in allenamento a St.Moritz, dove la prossima stagione scatterà anche la velocità per le donne, si è lacerata una muscolare della coscia sinistra con una contusione ossea al ginocchio sinistro e una piccola frattura al tallone destro. Non sono necessari interventi chirurgici, ma i medici che l’hanno visitata a Zurigo hanno definito la prognosi di almeno un mese. Cortina a cinque cerchi è fra due.

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