
Spada e sciabola: Italia, sogni d’oro
Oggi si chiude a Tbilisi l’edizione 2025 dei Campionati Mondiali Assoluti con le ultime due prove a squadre che vedranno anche gli azzurri tra i protagonisti. Ieri è andata in scena sulle pedane collocate all’interno dell’Olympic Palace la penultima giornata di gare, con l’avvio delle competizioni di spada maschile a squadre e di sciabola femminile a squadre. Non si sono assegnati dunque titoli in attesa delle stoccate decisive. In entrambe le armi l’Italia ha superato il turno accedendo agli ottavi.
Le gare del martedì
Esordio combattuto e vincente per la formazione degli spadisti, in pedana con Davide Di Veroli, Matteo Galassi, Andrea Santarelli e Gianpaolo Buzzacchino. Gli azzurri, saltato di diritto il tabellone da 64, hanno debuttano nei 16esimi di finale contro la Svezia, lottando e imponendosi per 45-43. Negli ottavi di finale, oggi, sarà sfida contro l’Olanda. Avanza anche il quartetto delle sciabolatrici, formato da Michela Battiston, Chiara Mormile, Eloisa Passaro e Mariella Viale. Esordio in scioltezza per le azzurre che nel turno dei 16esimi si sono imposte sull’Iran con il punteggio di 45-23. Sempre negli ottavi di finale l’avversaria dell’Italia sarà la Spagna, nazione in forte crescita nelle ultime stagioni in un panorama schermistico sempre più allargato come hanno confermato anche questi Mondiali in territorio georgiano.
Le due formazioni azzurre guardano con fiducia alle prove programmate in quest’ultima giornata, con ancora negli occhi e nel cuore la grande impresa della sciabola uomini che ha riportato dopo 10 anni il titolo iridato di gruppo in Italia. Autentica linfa vitale per coloro che scenderanno in pedana oggi, soprattutto in considerazione del fatto che, Santarelli a parte, si tratta di giovani lame che hanno un’intera carriera davanti a loro pur avendo già dimostrato, è il caso dell’Under 20 Matteo Galassi, di voler bruciare le tappe.
Bilancio
E’ ancora presto per fare un bilancio della spedizione azzurra, ma il medagliere ci vede al secondo posto parziale, a una giornata dalla conclusione, con sei medaglie complessive, di cui due d’oro e quattro di bronzo. Davanti a noi ci sono solo gli Stati Uniti, che hanno due ori e un argento per tre medaglie complessive. Al terzo posto figura la Francia, nostra storica rivale, che ha vinto un oro, tre argenti e un bronzo. Gli azzurri dunque possono ancora ambire a chiudere in vetta nel medagliere della competizione, a conferma del fatto che rimangono, al di là delle sorprese, in positivo o in negativo, al vertice del movimento, pur cambiando atleti, organigrammi tecnici e dirigenziali. E’ la forza, questa, che arriva dalla base e dai club, vera fucina di talenti che non ha mai smesso di esprimere grandi individualità poi saggiamente assemblate per dare vigore ai team.
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