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Una stoccata a Cerioni: rivoluzione in pedana

Al suo posto è stato nominato Simone Vanni, olimpionico individuale, che aveva il ruolo di ct del fioretto paralimpico

Roberto Bertellino Roberto Bertellino

Pubblicato il 18.02.2025, 13:00

4 min

La scherma azzurra riparte dai suoi talenti guardando al nuovo quadriennio olimpico appena iniziato e che condurrà a Los Angeles 2028 con una rivoluzione dei suoi quadri tecnici. Ciò che colpisce è la sostituzione nella veste di ct del fioretto del plurititolato Stefano Cerioni con il 46enne Simone Vanni, già campione del mondo individuale e campione olimpico a squadre da atleta, prima di iniziare la carriera tecnica che lo ha visto impegnato come ct della nazionale paralimpica di fioretto e maestro del settore olimpico al Pisascherma.

Si chiude un'era della scherma italiana

Si è chiusa dunque un’era e il tecnico jesino, campione olimpico individuale a Seul 1988 e abituato a dire ciò che pensa, non ha nascosto la propria amarezza. Ha snocciolato i suoi numeri stellari dal 2021 ad oggi, con le ultime perle arrivate dalla prova Grand Prix di Torino (vittoria azzurra in entrambe le gare), e definito ingiusta la decisione della Federazione. Ha altresì parlato nel post con il quale ha commentato la sua sostituzione di una “scommessa” riferendosi al neo ct Simone Vanni. Il grande tecnico di Jesi, che ricordiamo solo lo scorso anno a Parigi puntare il dito sulla commissione arbitrale rea di aver “scippato” l’oro a Filippo Macchi, non ha usato mezzi termini.

La nota della Federazione Scherma

La Federazione, presieduta da Luigi Mazzone, da poco eletto al posto dell’uscente Paolo Azzi, lo ha ringraziato nel comunicato con il quale ha reso nota la delibera del Consiglio: "I cambi alla guida del fioretto e della sciabola non rappresentano una bocciatura a gestioni che hanno dato tanto alla scherma italiana, ma allo scadere dei rispettivi mandati abbiamo optato per un rinnovamento che, siamo certi, potrà dare ulteriori stimoli e nuove energie a tutto il movimento. Abbiamo analizzato in maniera serena, attenta e approfondita le situazioni delle tre armi, che hanno esigenze e specificità diverse. Proprio a seguito di queste valutazioni abbiamo ritenuto utile sdoppiare la guida della sciabola, dedicando maggiori investimenti e attenzione a un settore che trarrà sicuramente benefici con un ct dedicato al gruppo maschile e un altro al femminile. Ci siamo affidati a tecnici d’indiscussa qualità, convinti che le nomine di Simone Vanni per il fioretto, Andrea Terenzio per gli sciabolatori e Andrea Aquili per le sciabolatrici possano essere un valore aggiunto per le rispettive specialità, portando esperienza ed entusiasmo. Per la spada abbiamo invece scelto la linea della continuità, certi che il percorso intrapreso da Dario Chiadò, che ha toccato l’apice con l’oro olimpico di Parigi, possa regalarci ancora tante soddisfazioni".

Le parole di Simone Vanni

Queste invece le parole di Simone Vanni: "Ho accolto la nomina con infinita emozione, ma anche con tanto orgoglio per la fiducia affidatami dalla Federazione. Sento senz’altro la responsabilità d’ereditare un fioretto vincente da Stefano Cerioni, che ringrazio per il grande lavoro che ha svolto. Sono pronto a vivere questa nuova importantissima tappa del mio percorso perché la Nazionale di cui prendo la guida è un patrimonio per la scherma e per lo sport italiano".

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