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Il metodo Velasco all’Italia del rugby 

Quesada accoglie il connazionale che svela: "Il compito dei tecnici? Convincere i giocatori e il gruppo"

Walter BrambillaWalter Brambilla

Pubblicato il 01.11.2025, 13:30

4 min

Julio Velasco è nato a La Plata, a circa 60 km da Buenos Aires, dove ha visto la luce Gonzalo Quesada. Argentini di nascita. Italiano a tutti gli effetti il primo, uno dei più grandi tecnici vincenti nella storia dello sport mondiale; il secondo guida da due anni la Nazionale ovale. Si sono incontrati a Verona, sede del ritiro dell’Italia in vista delle tre partite autunnali contro Argentina, Sudafrica e Cile. Una giornata da ricordare per tutta la nazionale di rugby. Un momento di condivisione a 360 gradi tra staff, giocatori e il tecnico, un reciproco interscambio di informazioni legato alla preparazione di partite a livello internazionale. “La presenza di Julio Velasco è una grandissima opportunità per tutti noi - afferma Gonzalo Quesada -. Ci ha chiesto di osservare i nostri metodi di lavoro e trascorrere una giornata con noi. Una storia sportiva quella di Velasco costellata di grandi imprese, sia con la nazionale maschile che con quella femminile di pallavolo, culminate con vittorie olimpiche e mondiali”. Il tecnico che ha portato le azzurre del volley all’ennesima vittoria quest’anno, dopo aver ammesso di seguire il mondo ovale (da piccolo ha pure avuto occasione di avere la palla tra le mani), ha dichiarato: “La prima cosa è che noi allenatori dobbiamo convincere i giocatori. Noi non facciamo nulla, sono loro i protagonisti. Dobbiamo più che altro convincerli a far funzionare il tutto, in modo che si possa avere un gruppo unito. È una sorta di andata e ritorno. Non significa necessariamente che sia una squadra vincente, a volte l’avversario è più forte".

"Collaborazione questione etica"

"Negli sport di squadra l’aiuto e la collaborazione tra i compagni non devono essere una questione “etica”, se lo fosse meglio. Deve però essere una delle componenti del gioco. Quando giocavo a pallavolo ero in un club con sezione di rugby, hockey su prato e basket. Guardo il rugby spesso in tv, meglio da vicino è molto più bello, specie per la velocità dei giocatori”. Ieri ultimo giorno di raduno della Nazionale. Per l’allenamento finale, visto il ritorno ai loro club degli azzurri che giocano all’estero, il ct ha fatto ricorso a quattro giocatori di Zebre (Leonard Krumov e Giulio Bertaccini) e Benetton (Giosuè Zilocchi e Nicholas Gasperini) e tre giocatori dall’Accademia Nazionale Ivan Francescato, ossia Giovanni Degli Antoni, Malik Faissal e Roberto Fasti. Ritorna, purtroppo, al proprio club di appartenenza (Benetton) Sebastian Negri. La terza linea non sarà convocabile per il match contro l’Australia a causa il protrarsi dei postumi di un infortunio alla caviglia, occorso durante l’attività con il Benetton. Oggi verranno diramati i convocati per il primo incontro del Quilter Nations Series in programma sabato prossimo al Bluenergy di Udine contro l’Australia. Il secondo il 15 novembre all’Allianz di Torino: Italia-Sudafrica e il 22 novembre al Ferraris di Genova si concluderà con Italia-Cile. Sempre oggi si giocano anche tre anticipi della Serie A Elite IV giornata, dove spicca il derby Petrarca-Rovigo (diretta Raisport alle 14,30). Lyons-Biella e Mogliano-Fiamme Oro le altre partite.

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