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«Assurdo, è un’altra follia!»

«Sono felicissima! Bellissimo, è un sogno: vi prego, non svegliatemi. Sono la nuova stella? Non so, ma l’eclissi credo che me la tatuerò»

Giandomenico TiseoGiandomenico Tiseo

Pubblicato il 14.08.2026, 13:30

5 min

A star is born. E in una notte che profuma già di storia, Sara Curtis non si limita a vincere: riscrive ancora una volta il libro dei record. L’azzurra di Savigliano, diciannove anni ancora per pochi giorni, è campionessa europea dei 50 dorso. Lo è con un altro primato mondiale, il secondo in meno di ventiquattr’ore: 26”56, sette centesimi meglio del 26”63 nuotato in semifinale, che già aveva cancellato il 26”86 dell’australiana Kaylee McKeown, stabilito a Budapest nel 2023. È il sigillo di una manifestazione che, per Curtis, ha ormai assunto i contorni della consacrazione. Prima il bronzo storico nei 100 stile libero, poi l’argento con la 4x100 stile libero, quindi l’oro individuale nel dorso. E non è ancora finita. Perché a Parigi l’azzurra non sta semplicemente mettendo insieme medaglie: sta costruendo, bracciata dopo bracciata, la propria dimensione internazionale.

Curtis: "Non svegliatemi, mi sembra di vivere un sogno"

Nei 50 dorso è stato un percorso netto, quasi spietato nella sua superiorità. Miglior tempo in ogni turno, fino alla finale dominata con una progressione che ha lasciato le avversarie alle spalle. Curtis ha accelerato negli ultimi metri, proprio come aveva promesso, e dai 25 metri in poi ha trasformato la gara in un affare privato. Dietro di lei la francese Mary-Ambre Moluh, seconda in 27”06, e la britannica Lauren Cox, terza in 27”15. Entrambe oltre il muro dei 27 secondi. Curtis, invece, lo ha abbattuto ancora. «Ho veramente cercato di accelerare il più possibile negli ultimi 15 metri», rivela ancora travolta dalla gioia. E c’è tutta Sara in quella frase: la consapevolezza del lavoro, la capacità di leggere la gara, ma anche quella fame che non sembra avere intenzione di placarsi. «Sono veramente contentissima. È assurdo, un’altra follia. Non svegliatemi, mi sembra di vivere un sogno. Sono una nuova stella? Non lo so, ma credo che una eclissi me la tatuerò. Per la prima volta non mi batteva forte il cuore prima del via».

"Quando sono andata in Virginia pensavo solo a questo"

Assurdo sì, ma non casuale. Perché dietro quel 26”56 c’è un progetto diventato realtà. Curtis ha scelto la Virginia, si è affidata a un percorso di allenamento diverso, ha inseguito un obiettivo che lei stessa definisce «grande ed immenso». E adesso quel sogno ha la forma concreta di un titolo europeo e di due record del mondo. «Quando ho deciso di andare in Virginia pensavo solo a questo», confessa. Non è soltanto la fotografia di una scelta tecnica: è la misura di quanto lontano abbia voluto spingersi una ragazza che, ancora prima di compiere vent’anni, ha già imparato a mettere il futuro davanti alla paura del cambiamento. Il dato tecnico svela una parte della storia. Curtis è oggi la donna da battere nei 50 dorso, una distanza che entrerà nel programma olimpico dal 2028. E il cronometro non lascia spazio a interpretazioni: è scesa sotto i 27 secondi due volte, impresa riuscita in precedenza soltanto a McKeown e alla statunitense Katharine Berkoff. Ma c’è un altro numero che pesa forse ancora di più: sei. Tante sono le donne italiane capaci di conquistare un titolo europeo individuale in vasca lunga. Curtis è l’ultima di una lista che appartiene alla storia del nuoto azzurro. Si parla di Alessia Filippi, Federica Pellegrini, Margherita Panziera, Simona Quadarella e Benedetta Pilato.

Curtis, a Parigi è nata una stella

Quando esce dall’acqua, Curtis sorride. È raggiante, quasi incredula, mentre l’Olympic Aquatic Centre le regala un’altra standing ovation. Ma il momento più emozionante arriva quando smette di parlare del cronometro e il pensiero va ai propri cari: «Me li porterei sul podio, sinceramente. Senza di loro niente di questo sarebbe possibile». E mentre lo racconta, si capisce che il podio che sogna non è soltanto quello della premiazione. È quello di un percorso intero, fatto di sacrifici, partenze, allenamenti e scelte. Il cerchio, per ora, si è chiuso così: bronzo nei 100 sl, argento nella 4x100 sl, oro nei 50 dorso. Ma più che una conclusione, è l’inizio di qualcosa di molto più grande, che nella città degli Innamorati potrebbe proseguire. A Parigi è nata una stella. E Sara Curtis, a vent’anni ancora da compiere, ha già cominciato a brillare come una campionessa.

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