
Philipsen, uomo da 1ª Vuelta
El ganador de la primera etapa de la Vuelta a España es Jasper Philipsen. Il 27enne belga dell’Alpecin-Deceuninck nello sprint decisivo della Venaria Reale-Novara ha preceduto il britannico Ethan Vernon, 3° Orluis Aular, 4° Elia Viviani e poi tutto il gruppo. Philipsen ha buoni motivi per amare l’Italia: nel 2024 ha trionfato alla Milano-Sanremo, e quello ottenuto ieri è il suo successso numero 5 nel Bel Paese. La “primera” della Vuelta in Piemonte si è animata subito grazie alla fuga di Joel Nicolau, Alessandro Verre, Pepijn Reinderink, Nicolas Vinokourov, Koen Bouwman e Hugo De La Calle. Sulle strade Eporediesi e Biellesi addobbate con striscioni inneggianti alla Vuelta i fuggitivi hanno acquisito un vantaggio di 3 minuti. Dopo il Gran Premio della Montagna della Serra in cui è passato 1° Verre, il gruppo li ha avvicinati. Sui viali che fiancheggiano il Lago Maggiore e poi a Borgomanero è rimasto al comando De La Calle, ripreso dal gruppo a 38 km dall’epilogo.
L'esplosività di Philipsen
La Lidl-Trek ieri ha tenuto Giulio Ciccone protetto nel gruppo tuttavia ci teneva a trionfare con Mads Pedersen. E’ stato soprattutto Amanuel Ghebreigzabhier, gregario Lidl, a pilotare il gruppo all’inseguimento del fuggitivo Hugo De La Calle. Negli ultimi 5 km gli uomini dell’Alpecin-Deceuininck si sono mossi meglio dei rivali. Il super-passista Oscar Riesebeek ha alzato il ritmo coi coequipier Edward Planckaert, Jonas Rickaert e Philipsen in scia. L’ultimo a lanciare Jasper è stato Rickaert, 31 anni, alla sua prima Vuelta. Philipsen ha fatto esplodere la sua potenza negli ultimi 200 metri, i potenti Vernon e Aular hanno rimontato di poco e senza impensierire la sua vittoria. Viviani e i battuti di viale Kennedy non devono arrossire: ha vinto un velocista di sangue blu che negli ultimi 200 metri ha mulinato 10,50 metri di rapporto. Jasper (nato a Mol, nei pressi di Anversa) ha firmato la quarta vittoria stagionale stabilendo un significativo primato. Quest’anno è riuscito a vincere la prima tappa sia al Tour de France, indossando la maglia gialla, che alla Vuelta a Espana, conquistando la “roja” della generale.
Le parole di Villa su Philipsen
Il successo del belga impreziosisce il bottino stagionale dell’Alpecin-Deceuninck che pur non vantando un budget paragonabile a quelli di Ineos, Uae e Lidl, nel World Tour ottiene vittorie a raffica. «Complimenti a Philipsen, grande volata - ha esclamato Marco Villa, ct dell’Italia presente all’arrivo - e anche Viviani è stato bravo col bel 4° posto. All’ultimo km Elia era in ottima posizione. A circa 800 metri dall’arrivo ha perso un paio di posizioni. Quella era la fase in cui doveva rimanere incollato alla ruota di Philipsen e non ci è riuscito». Villa segue le prestazioni di Filippo Ganna. «Conto di schierarlo al Campionato d’Europa a cronometro in Francia – aggiunge il ct – il percorso gli si addice». Dopo quanto si è visto al Tour de France ci si attendeva una Venaria-Novara a media record. Non è stato così, Philipsen si è imposto a 44,952 di media, buona e non eccezionale sui 186,7 km. Evidentemente le numerose salite da affrontare da domani in poi hanno limitato l’ardore dei protagonisti.
Verre e la maglia da leader del re degli scalatori
Alessandro Verre è l’unico italiano che davanti allo Stadio Piola ha indossato una maglia da leader; oggi partirà con quella bianca e pois azzurri riservata al re degli scalatori. «L’emozione è grande – ha detto il corridore nato nel 2001 in Basilicata, al suo 3° anno da professionista nell’Arkea – poiché non mi era mai capitato di indossare una maglia da leader da quando sono professionista. Ci avevo provato in una prima tappa del Giro d’Italia ad indossare la maglia degli scalatori, senza riuscirci, oggi invece è andata bene. Ho prevalso grazie alla freddezza, benchè con uno sprint impostato in ritardo rispetto ad altri. Temevo soprattutto Bouwman, forte ed esperto, però ce l’ho fatta, la maglia è mia». Oggi mantenere la leadership degli scalatori sarà difficile: l’erta di Limone Piemonte non è micidiale, comunque esalterà le doti di Vingegaard, Ayuso, Pidcock, Almeida, Ciccone e tanti altri. «Salvare il primato tra i grimpeurs a Limone è un sogno probabilmente irrealizzabile. Però sono già contento di essere un leader in una corsa importante che inizia in Italia». Applausi a Philipsen, anche se nel post-tappa il più assediato nell’area motor-home era Jonas Vingegaard. Ma tra i ciclo-fans serpeggia il malumore poichè la Rai non irradia la Vuelta, nemmeno le tappe italiane.
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