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Vuelta, Contador: "Alpi subito decisive"

Lo spagnolo, tre volte in trionfo: "Tiberi da podio, Ciccone in gran forma, ma va visto alla distanza"

Daniele TirinnanziDaniele Tirinnanzi

Pubblicato il 22.08.2025, 13:30

4 min

Dici Vuelta, vedi l'Italia e pensi a Alberto Contador. L'ultimo – e terzo in assoluto – a realizzare la doppietta Giro-Vuelta nello stesso anno. Era il 2008, quando Italia e Spagna dominavano podi e albi d'oro nelle due ruote. Adesso il ciclismo e la sua geografia sono cambiati, ma lo sguardo del campione non si batte. Contador, per tre volte vincitore della corsa in rosso (2008, 2012, 2014), è uno degli esperti di Eurosport che trasmetterà in esclusiva italiana tutti i giorni dalle 14.30 il terzo Grande Giro della stagione su Eurosport1, visibile su Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 
  
Contador, ciclismo spagnolo e italiano sono su un livello simile. Senza di lei e Vincenzo Nibali chi riuscirà per primo a vincere di nuovo un Grande Giro? 
«Come Spagna abbiamo Juan Ayuso, un atleta con grande potenzialità ma ancora molto giovane. È tra i favoriti di questa Vuelta. Pensando all'Italia, Giulio Ciccone sta facendo una gran bella stagione ma ancora non è mai riuscito a piazzarsi in top 10 in una corsa di tre settimane. Direi che come Spagna siamo un po' più vicini all'obiettivo, ma non di un margine incolmabile». 
 
Stavolta tutti i riflettori sono puntati su Jonas Vingegaard (che ieri ha annunciato che non farà Mondiale in Ruanda e Lombardia). Proverà a essere dominante come lo è stato Tadej Pogacar all'ultimo Tour de France? 
«Avendo imparato a conoscere il personaggio e avendolo visto in stagione credo proprio che proverà a fare qualcosa di simile». 
 
Oltre alla Visma-Lease a Bike del danese anche l'Uae Emirates schiera una squadra forte al via con Joao Almeida e Ayuso capitani. 
«Saranno sicuramente le due formazioni da osservare più da vicino, ma penso potrebbero esserci diverse sorprese, anche nella stessa Uae: in passato con più leader in squadra ci sono stati problemi e frizioni. Può succedere di tutto». 
 
Veniamo agli italiani: Antonio Tiberi è un candidato al podio? 
«Sì. È un corridore di grande qualità. Magari la stagione non è andata come ci si aspettava ma è uno dei possibili protagonisti». 
 
Citava Ciccone in precedenza. È al suo miglior livello in carriera? 
«È ancora presto per dirlo. Sicuramente arriva in grande forma a questa Vuelta, ha lavorato molto bene».  
 
E da Filippo Ganna cosa dobbiamo aspettarci? 
«Penso che lo vedremo nella sua condizione migliore. Sono sicuro che non vede l'ora di gareggiare. Credo che i suoi obiettivi saranno quello di supportare la squadra e di vincere la crono di Valladolid anche se non escludo possa provare a cogliere altre occasioni. È un corridore che ha bisogno di vincere e sicuramente avrà una grande motivazione per farlo».  
 
Guardiamo il percorso: ci sono tante tappe di montagna e di media montagna, con il primo arrivo in salita già il secondo giorno. Con il passaggio anticipato sulle Alpi e ad Andorra, la prima settimana sarà già decisiva? 
«Con questo percorso penso di sì. Ci sono sette arrivi in salita con salite iconiche come l'Angliru e La Farrapona. È una Vuelta in cui chi nutre ambizioni ha il dovere di essere al top della condizione sin da subito perché anche se non puoi vincere la corsa nella prima settimana puoi sicuramente perderla».  

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