© ANSA

Gioia Ciccone: rosa... per caso!

L’abruzzese al comando della generale nell’anno in cui ha deciso di non interessarsi alla classifica

Daniele GallossoDaniele Gallosso

Pubblicato il 13.05.2026, 06:15

5 min

Se non è la prima volta che si presenta al Giro d’Italia senza ambizioni dichiarate di classifica, nei suoi 31 anni che in dicembre scivoleranno in 32, poco ci manca. Eppure, per paradosso (ma forse no...), Giulio Ciccone proprio ieri ha indossato la prima maglia rosa della sua carriera. Dieci anni dopo l’esordio nella corsa “di casa”, sette dopo essersi vestito di giallo al Tour de France. Una doppietta che abbaglia e che ammalia, e che ben racconta dello spessore del campione abruzzese: in rosa “per caso”, sì, ma solo a dar retta a quelle curiose combinazioni di cui è ricca la vita, e dunque il ciclismo. «È uno di quei giorni in cui è difficile trovare le parole: ho iniziato da bambino con questa maglia nel cuore, il mio sogno è sempre stato quello di indossarla anche solo una volta - le commosse parole di Ciccone, una volta tagliato il traguardo di Cosenza, quarta frazione del Giro 2026 e prima tappa sulle strade italiane -. Ho inseguito questo momento con cuore e testa dal mio primo Giro ed è arrivato all’improvviso, quando meno me l’aspettavo. Ma mi ripaga di tutti i sacrifici fatti da me e da chi mi sta attorno. Voglio dedicare questa maglia rosa a tutti quelli che, nelle difficoltà, soffrono con me». 

Velocisti relegati nelle retrovie

Sì, ma come si è arrivati al Ciccone rosa? Beh, con una frazione che ha confermato tutte le insidie di cui veniva accreditata alla vigilia. E che è stata resa più dura di quanto sostenesse l’altimetria dallo straordinario lavoro sulle pendenze di Cozzo Tunno dalla Movistar, infine (non) ripagata dal secondo posto del venezuelano Orluis Aular, partito troppo presto sul rettilineo finale e beffato dal vincitore di giornata Jhonatan Narvaez, nazionalità ecuadoriano, a riprova dello stato di grazia vissuto del ciclismo sudamericano in questi giorni, dopo la favola in rosa dell’uruguaiano Guillermo Silva, oggi sprofondato ben oltre le attese. Velocisti relegati nelle retrovie, dunque: anche Strong, giunto a 3’, anche Andresen, al traguardo con 7’ di ritardo, figurarsi tutti gli sprinter puri, arrivati ad accumulare un distacco in doppia cifra. E tempi sbagliati da Aular sul traguardo, d’accordo, anche se il margine con cui Narvaez si è imposto lascia presumere che avrebbe potuto alzare le braccia al cielo a prescindere dal “timing” del suo più accreditato rivale.

Terzo posto per la maglia rosa

Per la gioia della corazzata Uae Emirates, già a bersaglio nella corsa rosa nonostante il triplo ritiro pronti-via da parte di Yates, Vine e Soler, ovvero il meglio degli emiratini al via dalla Bulgaria. Dito sollevato al cielo: ma Ciccone, quindi? Sì, ecco, l’abruzzese, in rampa di lancio già dopo la Grande Partenza ad Est, ha tentato il colpo grosso prima con gli abbuoni al traguardo volante (mancati, ma presi dall’altro Giulio, Pellizzari, che ora vanta 4” di vantaggio su Vingegaard) e poi con quelli all’arrivo. Centrati, invece: il terzo posto gli è valso la maglia rosa, quinto italiano appena a riuscire nell’impresa (dopo Conti, Ganna, De Marchi e Ulissi) negli ultimi dieci anni di corsa rosa. Nella speranza di conservarla sulle spalle, ora, almeno per un po’. «La squadra è votata alle volate di Milan e alla generale di Gee: non si improvvisa nulla, dobbiamo essere realistici - il suo pensiero guardando a quel che sarà -. Però io posso mettere sul tavolo una buona condizione e tanta voglia di lottare: mi piacerebbe portare la maglia almeno fino al Blockhaus, dove sarebbe poi molto difficile conservarla contro campioni come Vingegaard». Ieri triplo ritiro eccellente con gli addii di Keldermann, Groves e De Lie, mentre nel finale sono riusciti a rientrare sui migliori sia Bernal che lo stesso Gee, attardati uno da una “scoppola” in salita e l’altro da un problema meccanico. Finale che ha infine premiato Narvaez: favola nella favola, dato che l’Uae non correva dalla rovinosa caduta al Tour Down Under di gennaio.

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19 Prezzo standardRisparmi il 53%

    9,00al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29 Prezzo standardRisparmi il 34%

    19,00al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,00al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario