© EPA

Mas più Landa. È la Vuelta del romanticismo

Enric re dopo il rischio di addio alla carriera. E ieri trionfo per Mikel a 36 anni e a 5 dall’ultimo successo

Pubblicato il 13.09.2026, 06:30

3 min

Una Vuelta alla Manzoni, una Vuelta alla D’Azeglio. Il disegno dell’ultimo tappone della corsa spagnola ispira una certa epica, ne esce una frazione intrisa di romanticismo. Perché è romantico il trionfo finale di Enric Mas, vidimato ieri con una condotta di gara in totale controllo, su e giù per le aspre pendenze iberiche, dopo tre secondi posti in carriera (e pure un terzo, per non farsi mancare nulla...) e dopo un’annata pregna di dubbi e incertezze, a rimorchio dell’intervento chirurgico per risolvere delle formazioni varicose alla gamba sinistra, diversivo che doveva costargli settimane e che l’ha costretto invece ai box per mesi. “È la prima volta nella mia vita che mi sento così: sono davvero felice - ha raccontato il capitano della Movistar, 31 anni, che oggi iscriverà il proprio nome nell’albo d’oro, primo spagnolo dal trionfo di Contador nel 2014 -. Lungo la strada contavo solo i chilometri che mi separavano dall’arrivo: le sensazioni erano ottime. La squadra ha fatto ancora una volta un lavoro straordinario, devo ringraziare tutti”. E perché, tornando al discorso iniziale, è romantica anche l’affermazione di Mikel Landa, sul cucuzzolo dei 187 chilometri della durissima La Calahorra-Collado del Alguacil, frazione regina di questa Vuelta. L’iberico, 36 anni e un’annata decisamente negativa alle spalle, si è infilato nella fuga giusta e ha staccato tutti sull’ultima ascesa, tornando al successo a cinque anni di distanza dall’ultima volta. In nome del “Landismo”, altroché Romanticismo, religione cui è devota una sconfinata quantità di appassionati delle due ruote.

"I miei figli mi hanno dato la forza"

“Sono felicissimo: è un momento molto emozionante - ha raccontato, in lacrime, dopo il traguardo -. È stata una stagione davvero dura e questa era l’ultima occasione. Dove ho trovato le forze? Ho pensato ai miei figli: non potevo tornare a casa arrendendomi...”. Non l’ha mai fatto lungo una carriera ricca di attacchi più che di vittorie, non l’ha fatto nemmeno ieri. Quando è stato certificato il podio finale, in attesa della frazione conclusiva di oggi a Granada (Van Aert ancora favorito, prima di dirottare i pensieri verso il Mondiale), con lo sloveno Primoz Roglic e l’austriaco Felix Gall a far compagnia a Mas. Chi l’avrebbe detto...

Sblocca la news esclusiva

Scegli il piano e clicca su abbonati per sbloccate tutte le news Plus+ contrassegnate in verde.
Goditi Tuttosport.com senza limiti con l'abbonamento Plus+
  • Annuale

    Abbonamento Plus+

    € 49,90all'anno
    Abbonati ora
  • Sito illimitato
  • Rinnovo automatico
  • Scopri tutte le offerte