
Evenepoel alla Pogacar e Malucelli come Milan
Il guanto di sfida è stato lanciato. Siamo soltanto a gennaio, d’accordo, ma Remco Evenepoel è già andato dritto al punto, nonostante al grande appuntamento stagionale - il Tour de France, nel suo caso - manchino ancora cinque mesi. Non è questione di quanto il belga abbia già vinto (due gare su due con la nuova casacca della Red Bull-Bora Hansgrohe) o di dove abbia vinto (due prove del tutto sommato modesto Challenge Mallorca, in Spagna). Ma di come il 26enne di Aalst abbia alzato le braccia al cielo, ieri, all’indomani della trionfale crono-squadre con tanto di storico record di media oraria, con i compagni che faticavano a non perdere le ruote della locomotiva iridata contro il tempo. Ieri, dunque. Sul selettivo percorso del Trofeo Serra Tramuntana, Evenepoel ha dato una sgasata in salita a 56 chilometri dal traguardo, per poi togliersi di ruota gli ultimi irriducibili - il giovanissimo spagnolo Pericas della Uae-Xrg, nello specifico - ai meno 49 dall’arrivo. Involandosi così verso la vittoria, in perfetta solitudine, proprio come ha abituato a fare quel Tadej Pogacar che, in luglio, sarà il suo principale avversario sulle strade della Grande Boucle, insieme a Jonas Vingegaard. Guanto di sfida lanciato, appunto. «Fantastico iniziare così la nuova avventura, secondo il piano che avevamo organizzato al mattino», ha spiegato a caldo il belga, confermando di aver progettato a tavolino l’impegnativo “allenamento” tutto al vento. Alle sue spalle, a quasi 2’, il portoghese Morgado (Uae-Xrg), vincitore del Trofeo Calvià due giorni prima, e l’italiano Christian Scaroni (Xds-Astana), che aveva inaugurato l’anno battendo tutto alla Classica Camp de Morvedre. Il gruppo principale, pochi secondi dietro, è stato invece regolato da Andrea Vendrame (Jayco-AlUla), quinto.
Gli italiani
E, a proposito di italiani, ieri nell’ultima frazione pianeggiante del Tour AlUla è proseguito il festivale della ruota veloce azzurra, seppur con un protagonista a sorpresa. L’atteso Jonathan Milan (Lid-Trek), dopo l’iniziale due su due, si è dovuto accontentare della seconda piazza, anche per via di un finale un po’ pasticciato da parte del suo “treno”. Ad approfittarne, in ogni caso, è stato un altro italiano, quel Matteo Malucelli (Xds Astana) che, a 32 anni, sta vivendo una seconda giovinezza. «Ho fatto tanti secondi posti dietro a dei campioni, questa volta invece ho preceduto Milan: è la vittoria più bella della mia vita», la sua esultanza. Ancora attardati i “grandi vecchi” Ackermann, Gaviria e Jakobsen. Oggi ultima, impegnativa, frazione con lo svizzero Yannis Voisard (Tudor) sempre leader della generale della corsa saudita.
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